
GROTTE DI FRASASSI. DUE PASSI SOTTOTERRA
Oggi vi porto in provincia di Ancona dove c’è un complesso carsico molto interessante: le Grotte di Frasassi. Le raggiungo da Assisi, attraversando l’appennino umbro marchigiano. Quanto un cartello indica che mi trovo nel Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi mi accorgo di essere ormai quasi a destinazione.

Gli anni ’70 e la scoperta delle grotte di Frasassi
E’ nel settembre 1971 che un gruppo speleologico del CAI di Ancona scopre le grotte. Si sono formate nel corso di 190 milioni di anni di stratificazioni calcaree, grazie all’opera dell’acqua e della roccia. L’acqua, scorrendo sulla roccia, discioglie piccole quantità di calcare e cadendo a terra, nel corso di un lento stillicidio che dura millenni, le deposita. Si formano così concrezioni di dimensioni notevoli e a volte di forme curiose. Le stalagmiti sono colonne che crescono progredendo dal basso verso l’alto mentre le stalattiti scendono dal soffitto delle cavità. Alcune di queste opere naturali si sono meritate dei soprannomi curiosi, per via delle loro forme. Gli speleologi si sono divertiti davvero. Tra queste le “canne d’organo”, il “cammello”, la “fetta di pancetta”, la “spada di Damocle”.

Il percorso all’interno delle grotte di Frasassi
Il percorso all’interno delle grotte si snoda per circa 1500 metri e la visita dura circa 70 minuti. Accompagnati da guide professionali si potranno ammirare queste meraviglie della natura. Il percorso, a una temperatura costante di 14 gradi, è accessibile a tutti. Ovviamente una felpa e delle scarpe comode non devono mancare.

Abisso Ancona: ingresso Grotte di Frasassi
Dopo l’accesso, lungo un corridoio piuttosto scuro, si accede alla sala Ancona. Improvvisamente ci si ritrova in un immenso anfratto, dalle dimensioni notevoli tanto da essere probabilmente tra le cavità più grandi d’Europa. Sembra ci possa stare al suo interno l Duomo di Milano. Prende il nome dalla città di provenienza degli scopritori. Addentrandosi, oltre a formazioni curiose con altrettanti nomi curiosi, si incontra un laghetto cristallizzato. Sopra si trova una stalagmite ferrigna di oltre due metri sulla quale si è formata una concrezione bianca. Gli speleologi l’hanno denominata “il diavolo con la candela“. La “cascata del Niagara” è una formazione bianchissima di calcite. Al centro della sala si possono ammirare “i giganti“: un gruppo di stalagmiti millenarie dalle dimensioni notevoli. Da qui si può vedere, in alto, l’apertura naturale attraverso la quale nel settembre del 1971 i primi speleologi si sono calati all’interno del complesso ipogeo.

Sala 200
Il nome si riferisce alla lunghezza: 200 metri appunto. Il “castello delle streghe” è un gruppo suggestivo che si incontra in questa sala. L'”obelisco“, con i suoi 15 metri di altezza, è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che hanno operato all’interno delle grotte.

Gran canyon
Il nome è dato dal fatto che si attraversano crepacci in fondo ai quali si trovano cavità completamente allagate. Si incontrano anche le “canne d’organo” che sembrano formare un organo. Si dice che se toccate con delicatezza danno suoni diversi. Ai bordi di un piccolo laghetto piccole stalagmiti sono disposte in modo tale da sembrare tante minuscole candele. Ecco svelato il motivo del nome “sala delle candeline”.

Sala dell’orsa e sala dell’infinito
Sono le ultime due sale accessibili attraverso il percorso turistico. Da qui poi si ritorna indietro.

Visitare le grotte
Se volete pianificare la vostra visita alle grotte di Frasassi vi consiglio di consultare il sito ufficiale dove troverete anche gli orari di apertura e i prezzi aggiornati:
https://www.frasassi.com/



