
GIORDANIA: UN’EMOZIONE DOPO L’ALTRA
Non si può non restare affascinati da un viaggio in Medio Oriente. Come è possibile non venire rapiti dal profumo di spezie che pervade l’aria, dai resti di un grande passato? Ci torno spesso in questa area di mondo così ricca di storia e cultura, di natura e tradizioni. E ogni volta torno con un bagaglio ricco di esperienze, sensazioni, profumi e colori che mi restano indelebili nel cuore e negli occhi per molto tempo. Siete pronti per un viaggio in Giordania?

La capitale: Amman
Amman è la capitale della Giordania dal 1950. E’ la città bianca per via della pietra locale che riveste ogni edificio, per volere del re Hussein. Una città in continua evoluzione, dove nel panorama cittadino compaiono qua e la gru e cantieri aperti. Salire alla cittadella permetterà di capire l’estensione della città mentre si visitano i resti di quella che fu la città romana, bizantina e islamica. Con una visita al museo, aperto nel 2014, si possono ammirare i reperti archeologici più importanti del Paese.

Una piacevole scoperta: Jerash
Generalmente per chi visita la Giordania per la prima volta, Jerash appare come un luogo incantato di cui non si avevano aspettative particolari. Ma una volta passati sotto l’arco di accesso, l’antica città si svela passo dopo passo. Ve la sareste mai aspettati così ampia e ricca di resti? La piazza Ovale vista dall’alto ammalia per la sua ampiezza. Camminare lungo il colonnato ci fa sentire cittadini del passato. E chiudendo gli occhi mentre si è seduti sulla platea del Teatro sembra di sentire suoni e rumori come se all’improvviso la città si fosse rianimata.

Il castello: Qalaat al Rabad
Al castello arabo fatto costruire dal nipote di Saladino del XII secolo ci sente protetti tra le sue possenti mura. Domina la valle del Giordano e si trova a controllo di tre wadi. Chissà se di notte si riescono ancora a vedere i messaggi luminosi che venivano trasmessi tra le varie postazioni posizionate tra Damasco e Il Cairo. O magari a vedere alzarsi in viaggio qualche piccione viaggiatore. Tra l’altro in questa zona è ancora comune allevare piccioni. Un sistema difensivo contro l’avanzata dei Crociati. Gli invasori mongoli ne hanno distrutto una buona parte ma i mamelucchi lo ricostruirono. Johann Ludwig Burckhardt, l’esploratore a cui si deve la scoperta di Petra, lo riscoprì. Ancora oggi sono in corso lavori di ristrutturazione dopo che venne danneggiato dai terremoti del 1837 e 1927.

Mosé e la “Terra Promessa”: Monte Nebo
La tradizione sostiene che fu da qui che Mosè e i suoi compagni videro per la prima volta la “Terra Promessa“. Ma in realtà Gerusalemme da qui non si vede. Meravigliosi i mosaici all’interno della Chiesa a memoria di Mosè.

I mosaici più importanti: Umm al-Rasas
Come non restare affascinati da questi mosaici? Un sito archeologico i cui resti sono preservati all’interno di un’area fortificata da un possente muraglione. Ricca di edifici religiosi e abitazioni, è un’area molto ampia ed importante. E’ patrimonio mondiale Unesco. Un luogo poco frequentato perché poco pubblicizzato ma merita davvero una visita. La Chiesa di Santo Stefano è lo scrigno che protegge i mosaici più belli. Da lontano la struttura protettiva sembra un hangar ma all’interno una scala sospesa permette di ammirare in tutta la loro bellezza questi mosaici. Risalgono al 785 d.C. e sono in un buono stato di conservazione. Rappresentano scene di vita quotidiana, scene di caccia, pesca e agricoltura. In un pannello compaiono dieci città della regione. Nei mosaici sono citati anche i nomi dei committenti.

Il castello più sorprendente della Giordania: Shobak
Percorrendo la Desert Highway appare già da lontano Shobak. Costruito su un altopiano caratterizzato da molte caverne, risale al XII secolo. Dal punto di vista strutturale e per la sua geolocalizzazione è il castello più significativo di tutta la Giordania. Addentrandoci si percorreranno cortili, passaggi segreti, si vedranno catacombe, pozzi, torri. Ci si sente protetti in questo scrigno che domina la vallata sottostante.

La regina della Giordania: Petra
Un sogno che si apre davanti agli occhi. E anche se l’ho vista e rivista molte volte, ogni volta è come fosse la prima. L’emozione di addentrarsi in questo luogo è sempre fortissima. Appena si varca il cancello di ingresso è come se si entrasse in una macchina del tempo. Tutti conosciamo Petra per la ricorrente immagine del suo Tesoro. Ma Petra è questo e molto altro. Un connubio tra natura e civilizzazione. Un tuffo al cuore dietro ad ogni angolo. Un luogo carico di suggestioni e storia.

Divenne capitale dei Nabatei nel 311 a.C. e visse il suo massimo splendore durante il regno di Aretas IV. Arrivarono poi i romani e le diedero un ulteriore sviluppo architettonico e artistico. Adriano la visitò nel 130 d.C.. In genere dedico il primo giorno alla scoperta, o meglio riscoperta, dei “siti bassi“. Questa è la parte più conosciuta e frequentata. Arrivo fino al Monastero, raggiungibile dopo una bella e suggestiva salita. Il secondo giorno mi dedico ai “siti alti“. Un Petra insolita, sconosciuta ai più e poco frequentata. ma che riserva sorprese altrettanto suggestive con dei punti panoramici sulla Petra bassa meravigliosi.

Un insolito luogo di villeggiatura: Siq al-Barid
A qualche km di distanza si trova Siq al-Barid, più comunemente conosciuta col nome di “piccola Petra“. Qui i Nabatei facevano soggiornare i loro ospiti. Un grande piazzale antistante lo stretto canyon dove si trovano numerose caverne e numerosi locali. Questa era la zona commerciale dei nabatei. Le carovane sostavano nel piazzale in attesa delle transazioni commerciali, mentre i carovanieri riposavano. Un luogo inaspettatamente bello, molto più piccolo e facile da visitare rispetto al sito di Petra.

Il deserto giordano: Wadi Rum
“Immenso, echeggiante e divino” così T.E. Lawrence descrisse il Wadi Rum. Un luogo magico e sorprendente caratterizzato da paesaggi incontaminati. Un deserto di straordinaria bellezza con la sabbia di un rosso acceso, rocce ed archi naturali in pietra arenaria. Un giro sulle jeep alla scoperta dei suoi punti più affascinanti. Una sosta per un te coi beduini. La salita su una duna sabbiosa per ammirare il tramonto. Così si può assaporare e vivere a pieno questo magico deserto, chiamato anche la “valle della luna“. Ma restare una notte a dormire nel Wadi Rum rende l’esperienza ancora più indimenticabile. Si può scegliere di dormire in una tenda beduina o in una bubble room. Queste si sono diffuse dopo il film “The martian” che ha creato qui un nuovo turismo.

Il punto più basso della terra: il Mar Morto
Sono nel punto più basso della terra, a 400 metri sotto il livello del mare. Si è formato oltre 50.000 anni fa e le sue acque hanno una salinità di oltre il 30%, cioè dieci volte in più della normale acqua marina. Galleggiare su queste acque è straordinario. L'”abilità” dell’uomo che galleggia leggendo il giornale diventa alla portata di tutti. Chiunque qui è in grado di farlo, grazie all’elevata salinità del mare. Molto suggestivo è anche il paesaggio quasi desertico che circonda questo luogo. Come non approfittare poi di un po’ di tempo per ricoprirsi il corpo coi benefici fanghi del Mar Morto? E all’imbrunire mi rifugio nel centro benessere dell’hotel per qualche coccola.

Siete pronti per un viaggio in Giordania?
Se non ci siete mai stati vi consiglio di prendere in considerazione l’idea di un viaggio in Giordania. Un paese meraviglioso, che vi sorprenderà fino a farvi perdere il fiato. Io partirò di nuovo il prossimo 30 Aprile. Se vi interessa avere qualche informazione in più potete contattarmi.




