
CONSONNO: LA CITTÀ FANTASMA
Negli anni ‘60 quello che era un tipico borgo brianzolo su un colle sopra il fiume Adda viene acquistato da Mario Bagno, imprenditore milanese. Nel pieno boom economico fa demolire l’intero borgo per dar via alla costruzione di una città dei divertimenti. Una Las Vegas italiana. Ma come mai oggi Consonno è una città fantasma a due passi dal Lago di Como?
Come nasce la città dei balocchi
La città dei balocchi prende vita da un progetto dell’imprenditore Mario Bagno: un minareto, una galleria di negozi in stile arabeggiante, pagode, piramidi, sale da ballo, sale giochi, colonne doriche per il Grand Hotel Plaza, cannoni e uomini armati medievali a guardia, ristoranti, una balera… ma Bagno farà costruire anche un campo da tennis, uno di bocce, uno di calcio, uno da golf. E una pista di pattinaggio, un parco zoologico e un luna park. Nei suoi progetti c’era anche la costruzione di un autodromo. Mai messo in atto.

Tra la fine degli anni ‘60 e gli inizi degli anni ‘70 Consonno vive il suo momento di gloria. Serate danzanti, ospiti come i Dik Dik, Pippo Baudo e cantanti famosi dell’epoca. Le luci, insieme alla musica, sempre accese. Moltissime persone arrivano a Consonno, attratte anche dai numerosi slogan: “A Consonno il cielo è più azzurro”, “Consonno è sempre in festa”… C’era un trenino che permetteva ai visitatori di scoprire tutta la città dei balocchi. E delle cartoline postali che erano il perfetto ricordo di questo luogo.

Il declino
Dopo qualche anno di splendore, Consonno si avvia inconsapevole verso il suo declino. Molti non hanno mai apprezzato questa trasformazione da piccolo borgo a città dei balocchi e inoltre questa novità passa velocemente, come tutte. In più nel 1976 una frana sbarra la nuova strada che porta a Consonno. Questo sarà il colpo di grazia che metterà fine al glorioso momento della città dei divertimenti. Da città dei balocchi Consonno si avvia a diventare la città fantasma. Prima però un ultimo tentativo per cercare di non farla morire: nel 1981 l’imprenditore Bagno cerca di risistemare la strada. Ma nessuno era più attratto da questo luogo, ormai passato di moda. L’hotel Plaza viene riadattato a Casa di Riposo.

Consonno la città fantasma oggi
Oggi Consonno è una città fantasma che presenta molti muri imbrattati di graffiti. Sono stati fatti poco dopo la chiusura della casa di riposo, avvenuta nel giugno 2007. Dal 29 giugno al 1 luglio dello stesso anno la località viene occupata da un rave party a cui partecipano oltre mille persone. Non solo imbrattano le pareti ma danneggiano ulteriormente le strutture.

Consonno città fantasma viene però in seguito scelta da cantanti e case discografiche per girare video. Ma anche da registi cinematografici e da agenzie pubblicitarie. Una nuova piccola seconda vita.

Una passeggiata a Consonno città fantasma
Si può salire a Consonno da due strade, entrambe pedonali. Una sale direttamente dal sottostante paese di Olginate. L’altra, a circa un chilometro dal paese, arriva passando da Villa Vergano. Le auto sono vietate grazie anche all’ausilio di due sbarre. Vengono alzate solo di domenica. Io sono salita da Villa Vergano. Lasciata la macchina qualche centinaia di metri prima, proprio dove c’è la sbarra, proseguo a piedi. Si cammina su una strada asfaltata in mezzo al verde. Da qui si riesce a intravvedete Lecco, la fine del lago di Como e il fiume Adda che riprende il suo corso. Ma anche il lago di Garlate. E quasi di fronte c’è il castello di Somasca, che sovrasta Vercurago.

Dopo qualche minuto di cammino in discesa ecco che dalla rigogliosa vegetazione spunta il minareto. Una torre che si staglia verso il cielo e che subito mi fa volare altrove con la fantasia. Mi accorgerò poi che è l’edificio più imponente di questa città fantasma. Mario Bagno aveva colpito nel suo obiettivo: il minareto sarebbe dovuto essere il simbolo della città dei balocchi ma anche quello che tutti avrebbero ricordato. In effetti credo che sia ciò che più mi è rimasto impresso di questa visita.

Pian piano la città si svela: abbandonata, diroccata e imbrattata di graffiti. Che non stonano ma, anzi, danno un tocco di colore. Camminando raggiungo la parte sottostante al minareto: una costruzione in stile arabeggiante. Sicuramente in tempi di gloria era una galleria di negozi. Incontro poi i resti di una grande fontana con uno stagno, dei ristoranti, una terrazza panoramica . Ed entro in quella che era una balera. A terra ci sono ancora delle piastrelle sulle quali mi sembra di sentire i passi danzanti dei frequentatori di Consonno.

Il degrado accompagna questa mia passeggiata. Ma nonostante ciò sono attratta da questo luogo. Mi soffermo e chiudo gli occhi: immagino questa città riprendere vita coi suoni e le luci di un tempo. Chissà cosa dovevano provare i visitatori quando giungevano in questa Las Vegas italiana!

Oltre la città dei divertimenti si possono anche vedere le tracce di quello che un tempo era il piccolo borgo brianzolo: la chiesa di San Maurizio e la casa del cappellano dove oggi vive l’unico abitante del borgo.

Se volete visitare Consonno, dista pochi chilometri da Lecco. Se siete sul Lago di Como potete farci un salto. Altrimenti può essere una piacevole gita fuori porta da alcune città lombarde. Se siete amanti delle fotografie è un ottimo set fotografico.
Per scoprire qualche notizia in più potete dare un occhio al seguente link:
http://www.consonno.it/home.htm
Cosa aspettate a scoprire Consonno?



