Esperienze e Sostenibilità,  RUBRICHE

AUSCHWITZ. DOVE LA STORIA SI E’ FERMATA

Un viaggio in Polonia non può non prevedere una visita al campo di concentramento di Auschwitz. Dove la storia si è fermata. Lì un brivido gela il sangue a chi oggi oltrepassa quel cancello. Proprio lo stesso che è stato maledettamente oltrepassato da più di 1,5 milioni di persone.

Passare sotto la scritta “Arbeit Macht Frei” (il lavoro rende liberi) fa rabbrividire. Pensare a uno slogan così all’ingresso di un campo di concentramento è qualcosa di tremendamente forte. Sensazioni ed emozioni che fanno accapponare la pelle.
Inizia il percorso all’interno di quello che è uno dei campi più conosciuti di questo capitolo di storia. Mentre cammino per i viali di questo luogo della memoria immagino giornate infinite di freddo gelido in cui persone prive di identità si trovavano costrette a muoversi. Quando ancora non ho visto nulla di quello che è il campo oggi, penso di aver visto tutto. Con gli occhi della mente vedo una silenziosa sofferenza.

Il campo di Auschwitz
Il campo di Auschwitz

Viaggi della Memoria

“Viaggi della memoria”. Così vengono chiamati questi viaggi. Si, la memoria che fortunatamente noi non abbiamo in modo diretto non avendo vissuto quell’esperienza. Ma la memoria di chi ha sofferto o perso la vita. La memoria da tenere viva e da non perdere, in loro onore. Sono viaggi che ti toccano: l’anima, il cuore e i sentimenti.

Il campo di Auschwitz II
Il campo di Aushwitz II

Ho avuto modo durante i miei diversi viaggi della memoria di incontrare sopravvissuti a vari campi. Ricordo le loro parole, che suonano così dure, forti e decise. Eppure mai di rabbia ma quasi sempre di forza. La forza che gli ha permesso di uscire da quell’inferno. Sì perché di inferno si tratta. Quale altro termine si potrebbe utilizzare per descrivere una follia simile? Un progetto pensato ed attuato da una mente folle, con l’aiuto di molti complici.
Un viaggio ad Auschwitz è un viaggio che ti segna.

Torretta di guardia ad Auschwitz
Torretta di guardia


Non si può non sentire un brivido di orrore che scuote impercettibilmente tutti i sensi. Gli occhi ti aiutano a vedere ciò che oggi resta del campo. L’udito, che ti permette di sentire i tuoi passi e quelli di chi ti cammina accanto, fa riecheggiare i milioni di passi percorsi in condizioni disumane in questi luoghi. Probabilmente anche singhiozzi e urla di disperazione. Nel naso si insinua l’odore acre impresso nelle pareti e quello macabro di carne bruciata nell’aria. Con le dita riesci a sfiorare appena quelle fredde pareti di legno delle baracche che sembrano pungere come spilli. E il gusto, quello amaro, ingoiato silenziosamente ogni giorno da chi qui era internato.

Edifici di Auschwitz
Edifici di Auschwitz

Auschwitz

A circa 45 km a ovest di Cracovia nella località polacca di Oswiecim, allora territorio della Germania Nazista, fu realizzato il più grande complesso di campi di concentramento. Costituito da tre parti, di cui una adibita a campo di sterminio.

Il cartello alla stazione di Oswiecim
Il cartello della stazione di Oswiecim

Auschwitz 1

Nel 1940 venne costruito Auschwitz 1, il campo principale, in una caserma abbandonata dell’artiglieria polacca. Anche Auschwitz 1, come la maggior parte dei campi tedeschi, aveva tre obiettivi: 1) incarcerare a tempo indeterminato nemici veri e presunti del regime nazista e delle autorità tedesche d’occupazione in Polonia; 2) avere rifornimento continuo di manodopera da destinare ai lavori forzati nelle imprese – per la maggior parte edili – di proprietà di membri delle SS (e più tardi negli impianti per la produzione di armamenti e di altri prodotti bellici); 3) eliminare fisicamente piccoli gruppi all’interno della popolazione, la cui morte veniva ritenuta essenziale da parte delle SS e delle autorità di polizia per la sicurezza della Germania Nazista.

Aveva una camera a gas e un forno crematorio. Nell’ospedale interno i medici delle SS effettuarono esperimenti pseudo-scientifici su neonati, su gemelli, su pazienti affetti da nanismo e sottoposero molti adulti alla sterilizzazione, alla castrazione e a prove di ipotermia. C’era anche il cosiddetto “Muro Nero” dove le guardie delle SS effettuarono le esecuzioni di migliaia di prigionieri.

Memoriale al campo
Memoriale al campo

Auschwitz II

Auschwitz II, conosciuto come Auschwitz-Birkenau, fu costruito a partire da ottobre 1941. Questo fu il campo col più alto numero di prigionieri. Aveva anche le strutture e le attrezzature di un centro di sterminio e, infatti, il campo svolse un ruolo centrale nel piano tedesco per assassinare gli Ebrei d’Europa.

Ingresso al campo di Auschwitz
Ingresso al campo

Auschwitz III

Auschwitz III, conosciuto col nome di Buna o Monowitz, fu creato nell’ottobre 1942. Serviva ad ospitare i prigionieri destinati ai lavori forzati nello stabilimento di gomma sintetica di Buna. All’interno del campo si trovava anche un campo chiamato di “Educazione al lavoro” per i prigionieri non-ebrei che erano stati riconosciuti colpevoli di aver violato le leggi tedesche che regolavano la disciplina sul posto di lavoro.

Auschwitz
Auschwitz

Come raggiungere Auschwitz

In 1 ora e 40 minuti di bus da Cracovia si raggiunge il sito di Auschwitz dove si può accedere gratuitamente seguendo una visita guidata, anche in lingua italiana. Le visite durano circa 3 ore e mezza e sono condotte da guide esperte in grado di trasmettere l’essenza di questa visita.

Per organizzare la vostra visita, ecco il sito ufficiale del campo:
http://auschwitz.org/en/

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