
SARDEGNA: I MURALES DI ORGOSOLO
C’è un luogo, nel cuore della Barbagia, che ti farà scoprire una Sardegna insolita: Orgosolo ed i suoi murales.
Questo paese di circa 4000 persone si trova nella Barbagia di Nuoro. “Territorio umido e ricco d’acqua”; questo il significato del nome, dalla lingua protosarda. Quella parlata all’epoca nuragica. Tutto intorno, il complesso montuoso del Supramonte sembra proteggere il paese e i suoi murales.
La voce silenziosa dei muri
”La voce silenziosa” di Orgosolo sono i suoi murales. Raccontano di politica, di mestieri, di tradizioni, di genti.
Il primo murale appare nel 1969. Firmato Dioniso: era il nome di un gruppo anarchico. Successivamente un insegnante senese, inviato a lavorare a Orgosolo, darà vita a un murale per onorare la Resistenza e la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Francesco Del Casino, dopo questo primo murale fatto coi suoi studenti, iniziò a lasciare un’impronta sempre più ricca in questo paese. Anno dopo anno i suoi murales hanno dato vita a quella che sarà l’eredità di Orgosolo. Sulla sua scia molti artisti, provenienti dal mondo intero, sono arrivati ad Orgosolo per imprimere le loro opere su queste particolari tele.

Alla fine del XIX secolo scoppia il fenomeno del banditismo. Nel 1961 questo fenomeno viene descritto dal regista Vittorio De Seta nel film “Banditi a Orgosolo”. Un film interpretato da attori non professionisti: i locali pastori sardi. Ha vinto il premio come Migliore Opera Prima alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nello stesso anno.

Una Sardegna che non ti aspetti
Che emozione passeggiare lungo le vie del paese e scoprire gli oltre 150 murales! Sembrano essere delicatamente posati sulle pareti delle case. Alcuni con colori più intensi, altri ormai sbiaditi. Piccole illustrazioni che sembrano non pesare sulla casa stessa ed altre invece talmente grandi che sembrano avvolgere il passante. Ci sono personaggi famosi e comuni uomini e donne sardi che sembrano seguire con lo sguardo chi gli passa accanto. Manifesti di fatti politici, episodi di cronaca come l’11 Settembre, denuncia delle ingiustizie. Insomma un vero museo a cielo aperto e un tuffo tra le pagine di un libro.

C’è un capo tribù indiano che denuncia i soprusi dei bianchi. Si ricorda la lotta delle donne per la parità. Penne e matite come strumenti di lavoro per i bambini aiutano a combattere il lavoro minorile. Anche il tema dell’immigrazione trova spazio tra i murales. E come non ricordare i tanti minatori dell’isola?

Percorro tutto il Paese. Dal punto più alto decido di raggiungere piazza Dei Caduti. Casa dopo casa, angolo dopo angolo, mi sembra di sfogliare un libro illustrato. Un libro che parla di storia: della Sardegna e di quella internazionale. È stata una fortuna che Del Casino sia stato trasferito in una scuola media qui. O forse sarà stata una fortuna per lui trovarsi tra le vie di Orgosolo? Sicuramente l’insieme delle due opportunità ha fatto sì che Orgosolo sia diventato un centro Barbaricino da inserire nei propri itinerari sardi.

Voi avete mai fatto una passeggiata tra questi murales?
Potete preparare la vostra visita di Orgosolo dando un occhio al sito ufficiale di Sardegnaturismo:
https://www.sardegnaturismo.it/en/explore/orgosolo

In attesa del vostro viaggio alla scoperta di questo angolo di Sardegna, vi suggerisco di leggere il libro “Banditi a Orgosolo” o vedere il film.



