LAGO DI COMO

PESCARENICO. UN BORGO DI PESCATORI

C’è un rione della città di Lecco che molti di voi conosceranno pur non essendoci mai stati. Sono sicura che avrete avuto modo di leggere “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni: alcune delle vicende più significative sono state ambientate qui. Sto parlando di Pescarenico, un borgo di pescatori in città.

E’ stata proprio la penna del Manzoni a dare fama a questo luogo che nel 1600 era abitato da famiglie di pescatori che avevano il diritto di pesca nel tratto del fiume Adda, tra il lago di Como e quello di Garlate. Da questa concessione sembra derivi il nome del borgo. All’epoca questa zona era molto pescosa ed era disseminata di gueglie e legnai, che fungevano cioè da trappole e fascine sul fondale per dare rifugio ai pesci e facilitarne la pesca. Ancora oggi ci sono famiglie che si dedicano a questa attività e alcune propongono i piatti tipici lecchesi a base ovviamente di pesce di lago nei diversi ristoranti presenti nel rione.

Addio ai monti

Pescarenico è l’unico luogo citato esplicitamente dallo scrittore nel suo romanzo. Vicino alla foce del torrente Bione, Lucia si allontana in barca per fuggire alle insidie di Don Rodrigo. In preda a un attacco di malinconia, pensando di non far più ritorno nei suoi luoghi natii, Lucia sospira e saluta i suoi monti. “Addio monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendio, come branchi di pecore pascenti; addio!”

Addio ai monti a Pescarenico
Addio ai Monti a Pescarenico

Un fascino d’altri tempi

Sembra un piccolo borgo a sé questo quartiere di pescatori che ancora oggi preserva un fascino d’altri tempi, dove lo scorrere delle ore sembra essersi fermato. In primavera è un’esplosione di colori: alle finestre non solo fiori ma anche “tramagli e reti tese ad asciugare”. Un labirinto di vicoli ombreggiati che mi fanno pensare ad una sorta di vita di comunità. Se in passato la cosa poteva essere normale, oggi mi pare quasi impossibile vivere così addossati gli uni agli altri. Non appena mi incammino mi sento subito rapita dal tempo passato. Ed eccomi lungo il fiume Adda. Qui si affacciano le case colorate che sembrano essere le meglio preservate del rione. E lì adagiate sulla riva, quasi come se stessero riposando, le barche dei pescatori.

Pescarenico, borgo di pescatori. Le reti ai balconi
Reti dei pescatori ai balconi

Piazza Era cuore di Pescarenico, borgo di pescatori

Piazza Era è il cuore di Pescarenico, dove le case lasciano spazio al cielo e grandi alberi si rispecchiano nelle acque del fiume. La piazza deve il suo nome al termine dialettale “Lera” che significa Aia. E’ da qui che i pescatori partivano e rientravano dalla pesca e stendevano le loro reti. La parte più caratteristica è dominata dalla presenza di case dell’epoca ben preservate. I balconi servivano in passato per appendere le reti dei pescatori ad asciugare. Sembra che queste venissero decorate con delle piccole luci per festeggiare il Natale. Sulla parte che si allunga verso sud si trova “Casa Bigoni“, un edificio di colore rosa in stile razionalista, adibito a casa popolare e progettato nella prima metà del ‘900 dall’architetto Mino Fiocchi.

Piazza Era cuore di Pescarenico, borgo di pescatori
Piazza Era

La “Lucia”

Tra le barche disposte tra la piazza e il fiume, ce n’è una che spicca per la sua forma: il “Batell“. E’ la classica imbarcazione del lago, che qui viene chiamata “Lucia” proprio per ricordare la partenza della protagonista del romanzo. Inizialmente era utilizzata come imbarcazione da lavoro e poi trasformata in barca da passeggio. E’ un’imbarcazione storica a remi, utilizzata dagli uomini per il trasporto del pescato. Fu progettata nel XV secolo, a fondo piatto e con tre cerchi in legno, uniti da un travetto longitudinale, con lo scopo di sostenere una tenda che proteggesse i pescatori dalle varie condizioni climatiche. A volte era attrezzata con un albero che sorreggeva una vela quadrata. Originariamente era fabbricata in legno di castagno, albero abbondante sui monti circostanti, ma in seguito a richieste di allestimento più pregiato i maestri d’ascia lariani iniziarono a fabbricarne in legno di larice e di mogano. Quando iniziò ad essere utilizzata come imbarcazione da diporto si aggiunsero delle lunghe panche longitudinali.

Batell detta Lucia a Pescarenico
Lucia a Pescarenico

Il convento di Fra Cristoforo

Poco distante dal fiume, attraversata la strada statale che collega Lecco con Bergamo, si trova una Chiesa dedicata ai Santi Materno e Lucia. Corrisponde a quello che Manzoni descrive come il Convento di Fra Cristoforo costruito nel 1576, alla presenza del governatore spagnolo Mendoza. Il convento venne però danneggiato da un terremoto nel 1646. Fu costruita una Chiesa conventuale dedicata, come il convento, a San Francesco ed affidata ai Francescani. Nel 1810 fu soppresso per volontà di Napoleone Bonaparte. In seguito fu riattata dall’architetto Giuseppe Bovara e dedicata al Santo Materno. Solo successivamente associato a Lucia, forse in omaggio al Manzoni.

Case a Pescarenico
Dettagli di case a Pescarenico

Pescarenico. Un borgo di pescatori

Pescarenico è stato oggetto di industrializzazione, ma al di là di qualche fabbrica edificata un po’ lontana, l’antico borgo non ha perso il suo fascino.
Dal centro di Lecco si può raggiungere a piedi seguendo il corso del fiume Adda. Lasciati alla destra il ponte vecchio e l’isola viscontea, ci si addentra in questo labirinto di piccole stradine. Un luogo fuori dal tempo, immerso nel silenzio interrotto solo da piccoli rumori domestici. Profumi di piatti preparati secondo le ricette di un tempo e il lavoro dei pescatori che ancora oggi affascina i passanti.

Vicoli a Pescarenico borgo di Pescatori
Vicoli a Pescarenico borgo di pescatori

Pescarenico è una fuga dalla città. Infatti il centro di Lecco è a poca distanza. Si passa così dalla vita frenetica cittadina a quella tranquilla di questo rione fuori dal tempo. Se deciderete di passare da qui all’ora di pranzo, potrete fermarvi in una delle tante trattorie.
Da Ceko” è una pescheria gestita da una famiglia di pescatori di Pescarenico che da qualche anno da la possibilità di consumare piatti a base di pesce nella sala interna. La pescheria dispone di un laboratorio per la lavorazione del pesce, dotato di celle e un essiccatoio per la produzione di pesce di lago essiccato.

Se siete interessati a scoprirne di più su “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni:

Se volete conoscere Pescarenico, Lecco e il Lago di Como potete trovare info leggendo questa guida:

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