
MULHOUSE: UNA PIACEVOLE SCOPERTA D’AVVENTO
L’aria del Natale si avvicina. Ma siamo nel 2020 e in un anno così difficile questa festività sarà celebrata in modo un po’ particolare. Ma oggi, in cui manca un mese a Natale, perché non viaggiare almeno con la fantasia? Vi porto in Alsazia, ma non nelle conosciutissime Colmar e Strasburgo. Andiamo a Mulhouse!

Raggiungere Mulhouse
Siamo nella parte meridionale della regione storica dell’Alsazia. Oggi non è più una regione a sé ma con Lorena e Champagne fa parte di quella che è la regione francese del Grande Est. Mulhouse si trova nel dipartimento dell’Alto Reno, come Colmar. Venendo dall’Italia, appena si lascia la Svizzera con la città dei tre stati, Basilea, la si incontra come prima città francese. Si può raggiungere in aereo atterrando all’EuroAirport o all’aeroporto di Karlsruhe/Baden Baden, nella vicina Germania.

Mulhouse la scelgo come base per poi esplorare alcune località vicine. Colmar e Strasburgo in Alsazia, Friburgo in Brisgovia in Germania e Basilea in Svizzera. Pernotto all’hotel Mercure Mulhouse Centre. Si trova di fronte alla stazione, che però dal 2011 non è più in uso per il trasporto dei passeggeri. Devo ammettere che è un hotel semplice ma ben posizionato, proprio a due passi dal cuore del centro città, anzi come dice il nome si trova proprio in centro. Nel periodo natalizio la direzione ha un occhio particolare per gli addobbi degli spazi comuni.

Un’Alsazia un po’ diversa
Mulhouse è una piccola cittadina che conserva nel suo centro qualche traccia del passato. Con 235 mila abitanti è, per numero, la seconda della regione. Vanta però un ampio numero di musei importanti a livello mondiale. Grazie ad essi, è l’ottava città di Francia per visitatori museali. Tra questi il Museo dell’Automobile, il Museo delle Ferrovie, quello della stampa su tessuti, e quello curioso sulla carta da parati. Per non parlare di quelli che riguardano l’arte: il Museo delle Belle Arti, il Centro d’Arte Contemporanea della Kunsthalle Mulhouse e uno spazio di 1800 mq in cui gli artisti locali si interrogano sull’arte in movimento.

Se le più conosciute località alsaziane sono ricche di case a graticcio e dunque di centri storici fiabeschi, Mulhouse si mostra con un abito differente. Qui i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale sono stati devastanti. In seguito la ricostruzione ha portato un aspetto caratterizzato da edifici in cemento. Ma fortunatamente addentrandosi nel pieno centro la città mostra anche il suo aspetto più romantico. Qualche casa a graticcio si, ma sono le pareti affrescate che colpiscono di più. Oltre a alcune case con torrette che le rendono simili a piccoli castelli e case di campagna in mattoni. Un fascino completamente diverso da quello che uno si aspetterebbe da una città alsaziana.

La città di Mulhouse
In periodo medievale la città era protetta da una cinta muraria con fossati e torri. Le mura sono state abbattute durante l’espansione della città stessa e delle molte torri di un tempo ne rimangono solo tre.
Dall’hotel mi incammino verso il centro dove si trova il tradizionale Mercatino di Natale. Resto da subito sorpresa dalle luminarie che addobbano e valorizzano ogni angolo della città. Ovunque ci sono cartelli che indicano come raggiungere il “Marché de Noël”.

Lascio la strada principale per intrufolarmi tra le prime casette del mercatino alla mia sinistra. Profumo di vin chaud, simile al nostro vin brulé. Ma anche profumo di prelibatezze da mangiare. Guardandomi in giro i miei occhi scappano verso l’alto dove incontrano la prima facciata dipinta. E li, tra i tetti, la torre campanaria del tempio Saint-Etienne. Gli alberi spogli di foglie sono pieni di file di luci chiare. Uno spettacolo che insieme al resto delle luminarie danno un tono particolare al primo angolo storico della città.

Quando giungo in fondo alla via e svolto a sinistra intravvedo le prime case a graticcio. Eccole li, con le travi di legno a vista. E non posso non notare il cartello che indica il nome della via. E’ scritto in due lingue: l’alsaziano sopra e il francese sotto. Mi incammino nella direzione del cuore della città e resto col naso all’insù per ammirare queste case. Giungo in Place de la Réunion: il nome fa riferimento alla storica Riunificazione alla Repubblica Francese nel 1798. Ma prima di addentrarmi nella piazza mi fermo poiché il colpo d’occhio è spettacolare!

Place de la Réunion
Due sono le cose che noto prime su tutto. Il Tempio di Saint-Etienne e una gigantesca ruota panoramica bianca nel centro della piazza. Il campanile del tempio lo avevo già adocchiato in lontananza. In effetti è la chiesa protestante più alta della Francia. Se l’edificio in stile neogotico è del XIX secolo, il tempio di Santo Stefano si trova su quella che era una precedente chiesa del XII secolo. La meraviglia di questo edificio sono le vetrate del XIV secolo. Un tempo si potevano ammirare da vicino percorrendo la galleria delle vetrate che nei tempi più recenti è stata chiusa per preservare al meglio queste opere.

Ma lo spettacolo in questo periodo natalizio è meraviglioso. Non solo l’edificio viene esternamente illuminato con un gioco di luci, ma all’interno le vetrate vengono illuminate affinché siano visibili dall’esterno. Resto incantata a guardare questo spettacolo per qualche istante finché decido di addentrarmi un po’ nella piazza. Che col caos di gente e di casette addentrarsi è un parolone. Diciamo che faccio qualche passo in avanti. La coda dell’occhio mi invita a girarmi a destra. Che spettacolo! Eccolo li il municipio della città.

Il municipio di stoffa
La città ha radici industriali ed ha saputo fare delle stoffe il suo punto di forza. Il municipio, in occasione dell’Avvento, viene ogni hanno ricoperto con i famose tessuti della città, traendo ispirazione dalle collezioni del Museo della stampa su stoffa. Il palazzo di per sé è molto bello. Costruito nel 1552 in stile rinascimentale renano è affrescato su tre lati da pregevoli affreschi trompe-l’oeil. La facciata che da sulla piazza è arricchita da una doppia scala coperta. All’interno dell’edificio si trova il museo storico. Accedendo dal portone a piano terra si accede, in questo periodo, a un selezionato mercatino di artigianato.

Il Klapperstein
Faccio qualche passo di nuovo indietro per scoprire un dettaglio sul lato del municipio da dove sono venuta. E’ appeso il Klapperstein, una testa di pietra con gli occhi aperti e la lingua sporgente. Pesa 12 Kg ed è tenuta da una catena. Fino al 1798 le persone calunniate erano condannate a fare il giro della città, seduti al contrario sul dorso di un asino, con il klapperstein al collo. L’originale è conservata all’interno del Museo nell’edificio. Sulla facciata si legge la frase in tedesco che dice: Mi chiamo “la pietra delle chiacchiere” ben nota a bocche cattive. Chiunque abbia il piacere di squalificare e litigare mi porterà in città.

Gli edifici storici di Place de la Réunion
Torno nella piazza e questa volta mi dedico agli edifici che si trovano alla mia sinistra, esattamente di fronte al tempio. Tra tutte le costruzione risalta la casa Mieg. E’ facile riconoscerla poiché contraddistinta da una torretta. Risale al XVI secolo e il nome è quello della famiglia che ne era proprietaria fino a metà 1800. Anche questa facciata è ricoperta da bellissimi affreschi trompe-l’oeil. In fondo alla piazza, sullo stesso lato, si trova la pharmacie au Lys. Restaurata nel 1634 ha integrato la precedente costruzione medievale. Su una parete si può leggere proprio questa data accanto alle iniziali dell’antico proprietario e di sua moglie. Nell 1649 passa a un nuovo proprietario e da allora ospita una farmacia. Ci sono molti altri angoli della città che andrebbero scoperti, come la Sinagoga e la cappella Saint Jean. Ma sono qui per i mercatini di Natale e così decido di perdermi tra le casette.

Il mercatino di Natale
Ce ne sono parecchie, dislocate principalmente nella piazza, tutto intorno al tempio e in qualche vicolo accanto. Vendono di tutto. Di mercatini ne ho visti tanti e tranne rare eccezioni ormai vendono tutti più o meno le stesse cose. Curioso un po’: guardare non fa mai male. Sono tanti gli stand dedicati alle bevande calde e al cibo. Grandi contenitori, simili a grosse pentole, vengono scoperchiati e con un mestolo si riempiono tazze di vin chaud. Ce n’è per tutti i gusti: rosso, bianco e rosé. Da ricordare che il vino alsaziano, è molto rinomato e non lontano dalla città parte la Strada dei vini d’Alsazia. Ma non c’è solo vino: cartelli indicano anche succo di mela, sidro e succo d’arancia, tutti rigorosamente caldi. Ma c’è anche la birra di Natale: l’avete assaggiata?

E quante cose da mangiare! Tra i dolci ci sono i bredele. Sono semplicemente dei biscotti natalizi. La particolarità è che si trovano in forme che rimandano al territorio: omini e donnine alsaziani, cicogne e il bretzel, conosciuto come pane tipico tedesco. Occorre ricordare che l’Alsazia in più occasioni è stata parte del territorio tedesco che ha lasciato molti segni, non solo nella lingua ma anche nella cucina. E come non notare i Mannala? Sono ovunque: dolci a forma di omino.

Uhm… Lo sentite anche voi? Che buono questo profumo. Forse un po’ forte ma certo è che stuzzica la mia attenzione… E il mio appetito! Il bretzel gratinato: questo pane viene ricoperto di formaggio Munster. E’ un formaggio dal profumo e dal gusto forte, che prende il nome dalla valle alsaziana in cui viene prodotto. Deve essere buono! Ma vengo attratta maggiormente dal “poelée du marcaire” (la padella del contadino). Si tratta di un ricco e goloso piatto di patate con charcuterie (che letteralmente sono le lavorazioni di prodotti a base di carne, in genere di maiale) ricoperte con questo formaggio Munster. Che bontà! Ah, il marcaire è un contadino che arriva dai Vosgi, i monti della regione.

Arrivederci Mulhouse!
Guardo l’orologio: il mercatino sta per chiudere. Decido così di incamminarmi verso l’hotel dove mi attende la cena, anche se dopo aver mangiato tutte queste prelibatezze non credo di poter aggiungere altro. Devo dire che Mulhouse è stata una piacevole sorpresa. Un piccolo centro ma ben valorizzato. Ne approfitterò di giorno per scoprire altri punti della città. So che c’è anche un percorso di Street Art lungo circa 4 km. Ma per questa volta mi dedicherò a scoprire gli altri mercatini della zona. A Mulhouse ci tornerò.

Per organizzare il Vostro viaggio a Mulhouse, potete consultare il sito dell’Ufficio del turismo:
https://www.tourisme-mulhouse.com/
Questa è una guida sulla Francia Settentrionale e Centrale, dove trovare informazioni anche per il Vostro viaggio in Alsazia:





12 Comments
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