
MANTOVA: UNA PASSEGGIATA E UN PIATTO DI TORTELLI DI ZUCCA
Oggi vi porto a Mantova. Non per un vero e proprio giro turistico ma per una passeggiata rilassante che ci permetterà di trascorrere qualche ora in questa deliziosa città. Sapete che amo i viaggi slow. Quelli che permettono di assaporare lentamente un luogo. Mantova l’ho visitata in diverse circostanze ma questa volta è l’occasione per “gustarla”.

Deliziosa Mantova
Lascio l’auto nel grande parcheggio gratuito che c’è alle porte della città. Mi incammino verso il centro a piedi per non perdermi il modo suggestivo in cui accoglie i visitatori. Eccola: al di la del fiume Mincio appare il suo profilo. A dire il vero più che il Mincio questo è il Lago Inferiore, formato dal fiume stesso. Attraverso il Ponte San Giorgio, un tempo incluso nel sistema difensivo della città. Univa il borgo fortificato di San Giorgio con la corte di Gonzaga. Inizialmente era un ponte in legno. Fu poi edificato in muratura da Ludovico Gonzaga alla fine del XIV secolo. L’attuale forma l’assunse nel 1922 quando le arcate vennero interrate.

Castello di San Giorgio
Più mi avvicino e più si fa chiara la bellezza del Castello di San Giorgio. Eretto nel XIV secolo per volontà di Francesco Gonzaga, perse la sua funzione militare quando Ludovico I lo trasformò in abitazione marchionale. Fu la residenza della famiglia Gonzaga dal 1328 al 1707, anno in cui l’ultimo duca Ferdinando Carlo fu costretto all’esilio. Per lunghi anni fu la residenza di Isabella d’Este, moglie di Francesco II Gonzaga. Considerata una delle più celebri nobildonne del Rinascimento volle numerosi artisti e umanisti dell’epoca presso la sua corte. Grazie a lei Mantova divenne una delle maggiori corti europee e centro artistico e letterario. Andrea Mantegna, il Perugino, Leonardo da Vinci, Ludovico Ariosto furono alcuni dei prescelti.

Piazza Castello
Mi avvicino per ammirare questo lato del castello. A pianta quadrata, costituito da quattro torri angolari è cinto da un fossato con tre porte e relativi ponti levatoi. Mi diverto ad osservarlo per bene girandoci in torno. Alla sua destra mi avvio lungo Via San Giorgio che mi porta in Piazza Sordello. Un portone spalancato invita ad entrare nel castello. Così mi avvio in Piazza Castello per ammirarlo da questo lato. Come vi ho già detto questa è l’occasione per una passeggiata e non entro. Ma per chi non l’avesse mai visitato consiglio l’ingresso. La Camera Picta o Camera degli Sposi merita l’intera visita. Nove anni di lavoro da parte di Andrea Mantegna che la ricoprì di dipinti meravigliosi che donano, a questa spazio ridotto, una sensazione en plein air, dando cioè la sensazione di trovarsi in un loggiato.

Palazzo Ducale
Continuando la passeggiata apprezzo questo lato che non ha più le sembianze di un maniero ma è un vero e proprio palazzo: Palazzo Ducale. In realtà Palazzo del Capitano e la Magna Domus sono palazzi antecedenti all’arrivo dei Gonzaga. Con il loro arrivo nuove fabbriche si aggregano a questo nucleo originario dando vita alla Corte Vecchia. Il Castello venne costruito solo successivamente. Verso la metà del Settecento il Palazzo venne restaurato e destinato a residenza e sede del Governo Asburgico. In seguito dell’annessione di Mantova al Regno di Italia nel 1866 il Palazzo diventa oggetto di opere di restauro. Appare comunque come una città-palazzo proprio perché i numerosi edifici sono tutti collegati tra loro da corridoi e gallerie con cortili e giardini interni. Una curiosità: questa residenza dei Gonzaga è, per estensione dei tetti, la seconda residenza in Europa, superata solo dal Vaticano.

Piazza Sordello e la Domus romana
Un tempo Piazza San Pietro, Piazza Sordello si presenta di forma allungata. Come se volesse introdurmi nel cuore della città. Sembra un piccolo salotto. Tra l’altro c’è il raduno di auto d’epoca. Passeggio un po’ tra le auto esposte, ammirano i palazzi che si affacciano su di essa.

La attraverso e vengo attratta da una struttura bassa e moderna. Sembra quasi voglia proteggere qualcosa. Con stupore ammiro quelli che sono i resti di una pavimentazione a mosaico di una antica domus romana. Scoperta accidentalmente nel 2006. La struttura è stata inaugurata nel 2017 e permette di vedere due dei sette ambienti della casa. I mosaici sono databili nella prima metà del III secolo d.C. Le piccole dimensioni delle tessere con cui sono state realizzate le raffigurazioni mettono in luce la finezza dell’opera. Sono visibili Marte e Venere. Marte si mostra col capo coperto e vestito di un mantello rosso mentre tiene nella sinistra una lancia e Venere coperta solo da un velo azzurro lo abbraccia. Entusiasta di questa breve vista decido di sedermi per un aperitivo.

C’è un sole tiepido che scalda il cuore. Mentre sorseggio la mia bevanda penso a quanta storia in uno spazio relativamente piccolo. Sicuramente lo è rispetto agli anni di storia che accoglie. Penso alla meraviglia di questa casa romana e a come si siano ben conservate certe opere. Ammiro i palazzi imponenti che narrano la vita di una importante famiglia reale d’Europa. Chissà cosa potrebbero raccontare questi muri se solo potessero parlare. La piazza stessa è il più antico fulcro della vita artistica e politica di Mantova.

Via e Piazza del Broletto
E’ ora di proseguire la passeggiata. Imbocco Via Broletto e passo sotto il Voltone di San Pietro. Fino alla fine del XIII secolo era una delle tre porte inserite nella prima cinta muraria che chiudeva l’accesso a Piazza San Pietro. Fu costruita per volontà di Pinamonte dei Bonacolsi, primo signore di Mantova. Fortificò la sua corte principesca all’interno della città vecchia e acquistò degli edifici che vennero collegati da un ponte. Questo nel Cinquecento venne coperto e successivamente chiamato Voltone di San Pietro.

Attraverso Piazza del Broletto, piuttosto piccola e raccolta. In epoca comunale era il fulcro della vita pubblica. Sul lato meridionale ammiro Palazzo Broletto. Fu costruito nel 1227 da Laudarengo Martinengo, podestà della città. Sulla sua facciata posteriore si può ammirare la vecia, come viene localmente chiamata. E’ la statua duecentesca che raffigura Virgilio in cattedra.

All’angolo l’alta torre del Broletto o del Podestà alla quale è addossata Casa Tortelli. Questo edificio del XIII secolo lo si nota facilmente: di colore chiaro sembra una loggia. Nel bel mezzo della piazza una magnifica Fontana dei delfini dell’Ottocento. Sul lato sud invece Palazzo del Massaro del XIV secolo. Il massaro era l’amministratore dei beni del Comune. Per questo l’edificio è collegato, attraverso l’Arengario, al palazzo del Podestà. Sembra che il Palazzo fu per un periodo residenza di Francesco Gonzaga, futuro vescovo di Mantova fino al 1483. Negli anni Ottanta, durante dei lavori di restauro, sono stati portati alla luce degli affreschi databili alla metà del Quattrocento. Probabilmente opera di allievi della scuola del Pisanello.

Piazza delle Erbe
Proseguo camminando sotto i portici di Via Broletto e giungo in Piazza delle Erbe. Da sempre luogo di scambi commerciali a sud mostra la Casa del Mercante o Casa di Giovan Boniforte da Concorezzo del 1455. Appare come una piazza elegante. Resto colpita dal Palazzo della Ragione del 1250. Accanto la torre dell’Orologio a pianta quadrata ed edificata nella seconda metà del Settecento. Deve il nome al meraviglioso orologio astronomico, opera del matematico mantovano Bartolomeo Manfredi, conosciuto come Bartolomeo dell’orologio. Il meccanismo si guatò nel 1560. Successivamente riportato in vita divenne inattivo nel 1700. Ma nel 1989 il fabbro e orologiaio Alberto Gorla di Cividale Mantovano lo rimise in moto. Nel XVII secolo venne collocata, sotto l’orologio, la statua della Madonna Immacolata e il balcone in marmo, che decora l’edificio. Nella parte superiore è collocata una campana che batte le ore.

La casa del Mercante
Poi il mio sguardo si sofferma sulla Casa del Mercante. Sembra quasi fuori luogo, visto il suo stile. Si sviluppa su tre piani e la facciata, che un tempo era decorata da foglie dorate, è in cotto a motivi tardo gotici e orientali di chiaro gusto veneziano. Il piano terra è composto da un portico sostenuto da colonne in marmo rosso di Verona. Sulle architravi una iscrizione: HANBONIFORT DA CONCHOREZO AFAT FAR QUESTA OPERA DELANO 1455 – IOHANESBONIFORT DE CONCORESIO HOC OPUS FIERI FECIT SUB ANNO DOMINI 1455. L’edificio fu commissionato da un ricco mercante di tessuti di origini brianzole, Giovanni Boniforte da Concorezzo. Si stabilì in città nel 1455 quando era governata dal marchese Ludovico III Gonzaga. Era uno dei fornitori della corte dei Gonzaga e sposò una certa Bartolomea Gonzaga.

Tortelli alla zucca
E’ ora di pranzo e un delizioso profumo cattura il richiama la mia attenzione culinaria. Mi siedo a un tavolo di un ristorante in Piazza delle Erbe. Alle mie spalle il Palazzo della Ragione e di fronte a me una sequenza di case che ospitavano i mercanti cittadini. Nel corso dei secoli furono abbellite da portici di stile tardo gotico e rinascimentale.
Ma veniamo al pranzo. Cosa ordinare se non i tortelli di zucca? L’origine dei tortelli di zucca mantovani, si inserisce nell’antica e popolare tradizione culinaria di paste ripiene dell’Italia settentrionale. Tale tradizione risale almeno al Basso Medioevo mentre la prima testimonianza della zucca come ingrediente risale alla fine del 1500. Lo scopo di tali preparazioni era di ottenere un piatto gustoso e nutriente, con quel poco che l’economia contadina forniva.

La ricetta originale risale al XVI secolo grazie a Cristoforo Messisbugo, cuoco alla corte dei Gonzaga. Presto però si diffuse in varie provincie tra la Lombardia e l’Emilia. Lo ritroviamo per esempio anche alla corte degli Este a Ferrara come cappellaccio di zucca, con un ripieno impoverito, fatto solo di zucca e parmigiano. Oltre a cambiare spesso forma di città in città cambiano anche i condimenti. A Mantova la tradizione vuole sia sempre condito con burro fuso e salvia. Inoltre il tortello mantovano contiene due ingredienti che non possono assolutamente mancare: gli amaretti e la mostarda. Sono loro a dare al piatto un gusto tra il dolce e il salato, particolare. Deliziosi: me li gusto piano piano, uno dopo l’altro accompagnati da un Lambrusco Mantovano DOP. Un vino scuro, corposo e fruttato. Che dire, un ottimo modo per “assaporare” la città.

La Basilica di Sant’Andrea
Devo riprendere la mia passeggiata anche per digerire questo pranzo stratosferico. Entro in Piazza Mantegna dove ammiro la Basilica di Sant’Andrea. Edificata a partire dal 1472 e conclusa 328 anni dopo con la costruzione della cupola. Nella cripta è custodita all’interno dei Sacri Vasi la reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù. Secondo la tradizione fu portato a Mantova dal centurione romano Longino. In una delle cappelle è conservato il monumento funebre di Andrea Mantegna. E’ sovrastato dall’effigie in bronzo del pittore della corte dei Gonzaga. Proseguo fino a raggiungere il Teatro Sociale in Piazza Cavallotti. Realizzato nella prima meta dell’Ottocento dall’architetto Luigi Canonica che si affidò a Hayez per le decorazioni interne . Si era all’epoca resa necessaria la costruzione di un teatro in posizione più centrale rispetto ai già esistenti Teatro Regio e Teatro Scientifico. E’ di proprietà della Società dei Palchettisti. Si trova alla confluenza di 7 strade.

Palazzo Te
Svolto a sinistra in Corso della Libertà e poi a destra in Viale Principe Amedeo. In fondo mi trovo in una grande area verde. Ho raggiunto Palazzo Te.
Uno dei più celebri lavori dell’architetto Giulio Romano. Voluto da Francesco II di Gonzaga fu costruito tra il 1525 e il 1534, in onore dell’amante Isabella Boschetti. Voluto come luogo di addestramento per i suoi amati cavalli. Successivamente divenne una grandiosa villa suburbana destinata allo svago, alle feste e ai ricevimenti di Corte Gonzaga. Il complesso si presenta a pianta quadrata con un ampio cortile interno. Appare davanti ai miei occhi con uno sviluppo orizzontale. E’ ispirato alla villa rustica antica dove si ripete il dialoghi tra architettura e ambiente circostante.

All’interno meritano una visita le camere più note: la Sala dei Giganti affrescata senza soluzione di continuità, la Sala dei Cavalli la più ampia del palazzo e destinata alle feste da ballo, la Camera di Amore e Psiche per i banchetti. E tante altre. Oggi Palazzo te è sede del Museo Civico e del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te. Vengono infatti organizzate periodicamente mostre e importanti esposizioni d’arte. Il Museo Civico di Palazzo Te ospita quattro collezioni.

La Rotonda di San Lorenzo
E’ ora di tornare verso il centro. Quando giungo a Piazza delle Erbe decido di visitare la suggestiva Rotonda di San Lorenzo. Probabilmente è la Chiesa più antica della città. Esternamente la sua forma rotonda può ricordare un battistero. Costruita all’inizio dell’anno 1000 per volontà di Matilde di Canossa riproduce le stesse fattezze della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

Faceva parte del percorso di pellegrinaggio alla reliquia del Sacro Sangue, la più importate della cristianità, conservata tuttora a Mantova. Migliaia e migliaia di pellegrini, per oltre dodici secoli vennero in pellegrinaggio a Mantova per ammirare e pregare davanti ai Sacri Vasi, dove il sangue di Gesù raccolto dal centurione romano Longino, era conservato. La storia narra che Longino, arrivato nel 36 d.C. a Mantova con il prezioso fardello, stremato dal lungo vagare, venne ospitato presso l’Ospedale dei Pellegrini dove venne curato. Longino convertito al cristianesimo venne l’anno successivo martirizzato per decapitazione proprio a Mantova, in contrada Cappadocia.

La chiesa venne chiusa nel 1579 per un editto di Guglielmo Gonzaga e venne inglobata in abitazioni private. Nel 1906 finalmente fu riportata alla luce e alla storia. Con dei restauri riacquistò l’aspetto originario e fu riaperta al culto. Dal 1926 è affidata alla comunità domenicana. La pianta circolare è animata al livello superiore da un matroneo e presenta ancora tracce dell’originaria decorazione ad affresco. Figure angeliche e un Cristo giudice. Gli affreschi del sec XI sono di scuola bizantina.
Resto estasiata da tanta bellezza e non riesco a immaginarla inglobata in abitazioni e botteghe.

Shopping culinario
Prima di lasciare piazza delle Erbe decido di fermarmi sotto i portici a comprare dei tortelli di zucca freschi da portare a casa. Mi sembra quasi di entrare in una gioielleria alimentari. Un bel e buon vedere per occhi e papille gustative!

Il Duomo di San Pietro
Mi immetto di nuovo in Piazza Sordello e non manco una visita al Duomo. Dedicato a San Pietro. Di origini antichissime sembra che la sua prima edificazione più piccola risalga ai primi secoli del cristianesimo. La chiesa fu ampliata e rifatta più volte ma nell’894 venne distrutta da un incendio. Costruita nuovamente tra il 1395 e 1401. Forse è il monumento mantovano che più riflette le vicende della città. Un mix di stili e arredi, ripercorre le successive fasi della città, dall’antica Roma sino al presente. Si presenta con una bianca facciata in marmo di Carrara progettata nel Settecento. Il lato est mostra le tracce della precedente struttura gotica. La torre risale alle costruzione romanica ed è a impostata su bianche pietre che rivelano la probabile origine etrusca.

L’interno corrisponde al progetto cinquecentesco di Giulio Romano. Resto impressionata dalla sua maestosità e da quanto sia adornato. Ha pianta a croce latina ed è suddiviso il cinque navate. La navata centrale è caratterizzata da colonne corinzie. La Cupola è dipinta internamente con il Paradiso. Resto col naso all’insù per diverso tempo per ammirarne la bellezza. La chiesa accoglie le spoglie di illustri personaggi della storia della città.

Arrivederci Mantova!
Sono arrivata al termine di questa giornata rilassante trascorsa nel centro della città. Un vero e proprio salotto, oltre ad essere un museo a cielo aperto. Mi porto negli occhi la magia di un luogo affascinante e nel cuore le meraviglie che questa città sa donare. Arrivederci Mantova!

Se volete organizzare la Vostra visita a Mantova potete guardare il sito ufficiale del turismo:
https://www.mantova.com/turismo-a-mantova/




2 Comments
Silvia
Una bellissima città, molto slow e molto ghiotta! Un weekend in questa città ha qualcosa di magico!
Francesca
Concordo!