EUROPA,  Grecia

L’ISOLA DI RODI: L’ISOLA CHE NON C’È

L’arcipelago del Dodecaneso fa parte della Grecia. Con questo termine si indicavano le isole del dominio veneziano prima e ottomano poi. Letteralmente significa “dodici isole“. L’isola di Rodi è la maggiore tra quelle di questo arcipelago.

La prima volta che ci misi piede era il 1998. Da allora un po’ di cose sono cambiate. Ma non l’essenza di questa isola. Rodi, l’isola che non c’è. Vi ricordate Peter Pan? Si muove in quella che è l’isola che non c’è ed io dal 1998 mi sento come Peter Pan. Allegra e spensierata in questa isola che fin dall’inizio mi ha rapito il cuore.

Tramonto sul porto di Rodi
Tramonto a Rodi

Si perché se all’inizio Rodi era per me un’isola da scoprire ora è un’isola dove tornare. Me ne sono innamorata la prima volta. Un po’ come un amore a prima vista che poi ha continuato a crescere. E il richiamo di Rodi è sempre forte. Tante spiagge diverse, monasteri da scoprire, cibo da gustare in taverne e ristoranti, siti archeologici e musei da visitare, divertimento e tanto relax.
Si sviluppa lungo le due coste: est ed ovest.

L’isola di Rodi vista dall’aereo arrivando
Rodi notturna dall’aereo

La prima volta sull’Isola di Rodi

Ricordo ancora quando sono atterrata la prima volta. Era una fredda sera di marzo. L’aeroporto era uno dei più piccoli che avessi mai visto fino a quel momento. Un nastro che sembrava “arrangiato,” per il ritiro dei bagagli. E oggi, dopo tanti anni, poco è cambiato. Ma anche questo ha il suo fascino: mi ha fatto capire che stavo arrivando in un’ isola dove il tempo scorre tranquillo. Lungo la strada verso quella che sarebbe stata la mia casa per qualche mese poche luci e poche persone in giro. C’era un forte vento e in cuor mio mi domandavo dove fossi finita. L’isola di Rodi sembrava un luogo triste.

La città di Rodi in lontananza  arrivando dall’aeroporto
Arrivo a Rodi città

La luce dell’Egeo

La mattina seguente, dopo una bella dormita e sotto un bel sole splendente, il luogo appariva diverso. Ed è stato proprio in quel momento che ho scoperto la luce dell’Egeo. Le giornate di bel tempo a Rodi hanno una luce che non ho mai trovato altrove in tanti anni di viaggio. La luce dell’isola di Rodi e dell’Egeo è per me unica. Difficile spiegarla a parole. Una luce calda e luminosa che ti abbraccia fin dalle prime ore del mattino e che con la sua limpidezza ti accompagna fino all imbrunire.

La spiaggia dì Tsambika sull’isola di Rodi
La spiaggia dì Tsambika

I rodioti

Inizio a scoprire il luogo che mi accoglie. La città prima e l’isola poi. Con grande sorpresa scopro che gli abitanti del posto sono persone molto affabili e disponibili. Sempre pronti ad aiutarti se chiedi un’informazione e curiosi di sapere da dove arrivi. Gli anziani parlano ancora l’italiano. Quando l’isola era sotto il dominio italiano Mussolini aveva vietato la lingua greca e introdotto quella italiana. Così appaiono quasi divertiti a scambiare due parole e rispolverare la loro conoscenza linguistica. Ma soprattutto a rivivere i ricordi di quel periodo. E mi accorgo che a Rodi gli italiani sono benvoluti. Parlando con gli anziani dell’isola scopro che sarà il periodo italiano a costruire grandi opere sull’isola: strade, aeroporto, tubature, palazzi… E quei palazzi ancorata oggi caratterizzano alcune zone della città e dell’isola.

Palazzo veneziano sull’isola di Rodi
Palazzo dell’epoca Italiana

Il dominio italiano sull’isola di Rodi

Durante la guerra Italo-turca del 1911 il Regno d’Italia occupò le isole del Dodecanneso. Nel 1923, col trattato di Losanna, il Dodecanneso venne annesso all’Italia. Nel 1930 Mussolini intraprese un programma di italianizzazione al fine di promuovere la lingua e la cultura italiana sulle isole e in particolare sull’isola di Rodi. Il suo progetto prevedeva anche migliorie per le isole: costruzione di ospedali, scuole, acquedotti, centrali elettriche e la creazione di un catasto. Oltre ad eliminare il problema della malaria. Il primo Governoratore fu Mario Lago che tra il 1923 e il 1936 fece vivere a Rodi il suo “periodo d’Oro”. Oggi sono molti i palazzi che ricordano quest’epoca. Ma ci sono anche località che furono interamente costruite dagli italiani, come Eleousa, fondata con il nome di Campochiaro.

Le terme di Kallithea
Le terme di Kallithea

Rodi città

La città di Rodi oggi si divide tra la città medievale e la città moderna. La parte medievale è completamente racchiusa all’interno di una cinta muraria. È tutelata dall’Unesco come Bene Patrimonio Mondiale dell’Umanita. Viene considerata una tra le città medievali abitate e meglio conservate in Europa. https://whc.unesco.org/en/list/493/
Qui si trovano piccoli negozi di souvenirs, ristoranti, locali e strutture per dormire. Oltre a bellissimi edifici da visitare.
La città moderna offre un’ampia scelta di negozi commerciali, ristoranti, alberghi e bed&breakfast, spiagge, locali… Si trova anche il porto di Mandraki sul quale si affacciano alcuni dei più belli edifici dell’epoca italiana.

Rodi medievale e il Palazzo dei cavalieri
La città di Rodi e il Palazzo del Gran Maestro

L’isola di Rodi

Partire alla scoperta dell’isola di Rodi significa risvegliare i 5 sensi. Si perché Rodi si farà conoscere ai propri occhi in tutta la sua bellezza. Si possono ammirare ampie spiagge di sabbia e insenature rocciose, vegetazione rigogliosa e zone aride, paesini arroccati su promontori e piccoli centri abbandonati, monasteri nascosti e castelli diroccati…

Lindos
Lindos

Ma ricordo anche i profumi che mi inebriavano il naso. Un forte profumo di liquirizia, a sud il sapore della terra arida sotto il sole cocente, tra i vicoli dei paesi profumo di cucina greca, odore di pesce appena pescato nei piccoli porticcioli… Il rumore del mare, il silenzio sui monti nel cuore dell’isola, i dadi lanciati nel tavli, i komboloy che ruotano tra le dita delle mani dei più anziani… Il sapore dell’olio, dei grissini ricoperti di sesamo, di un piatto di moussaka, del polpo alla griglia, di una spanakopita.. I sassolini del mare sotto i piedi e i ciottoli delle vie medievali, la durezza delle pietre millenarie sotto i palmi delle mani, la flessibilità di una candela di cera accesa in un monastero… Ma sono molti altri i modi e i motivi per cui l’isola di Rodi risveglia i sensi.

Il Palazzo dei Cavalieri di Rodi
Il Palazzo dei Cavalieri di Rodi

Se pensate che l’isola di Rodi vi possa incuriosire non perdetevi i prossimi articoli in cui approfondirò la conoscenza di questa isola.
Intanto vi consiglio una bella casa dell’epoca italiana dove poter pernottare: l’hotel Anastasia a Rodi città .

Voi siete già stati a Rodi?
Potete leggere la guida dell’isola:

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