
IL TRENINO ROSSO. BERNINA EXPRESS
Vi avevo già parlato della mia esperienza di viaggio in treno sulla linea dell’Albula. Ricordate? Questa volta vi porto in viaggio con me sulla linea del Bernina. E’ questa quella più conosciuta. Anche se la tratta che Unesco tutela come Bene Patrimonio Mondiale è quella che va da Tirano a Thusis, passando per Saint Moritz. Dunque quella del Bernina è parte di questo Patrimonio dell’Umanità.

Un po’ di storia
Il Passo del Bernina
Verso la fine del 1800 il Passo del Bernina rappresentava un importante via di collegamento per il trasporto di merci. Il transito però subiva interruzioni durante i momenti più critici dei mesi invernali. Proprio per questo la popolazione richiese un modo più sicuro e rapido per trasportare le proprie merci. Nacque così l’idea della costruzione di una linea ferroviaria.
Inizio dei lavori
Siamo negli anni tra il 1906 e il 1910. Tutta la zona oggi attraversata dalla linea ferroviaria si trasforma per quel periodo in un grande cantiere. Iniziano i lavori per una linea ferroviaria elettrica. Al progetto si interessarono, in particolare, finanziatori britannici e italiani, ma i capitali necessari alla realizzazione dell’opera giunsero soprattutto dalle banche di Basilea. Furono tantissimi gli operai coinvolti, di cui il più grande numero arrivava dal nord Italia. Oltre alle avversità ambientali, come freddo e neve, furono molti gli incidenti che costarono la vita ad alcuni di essi. Per la realizzazione della linea si cercò di evitare le zone pericolanti e i canaloni soggetti a valanghe nel periodo invernale. Questo per proteggere la linea stessa.

Inaugurazione
Il 5 luglio 1910 la rete ferroviaria era finalmente pronta con i suoi 61 km. Il successo della linea fu immediato. Nel 1912 un ingegnere giapponese visitò la Svizzera e rimase affascinato dalla ferrovia. Tanto da decidere di costruirne una nel suo Paese seguendo le stesse caratteristiche di quella svizzera. Fu inaugurata nel 1919. Tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale però ci fu un lungo periodo di crisi che durò fino al 1942, anno in cui la linea entrò a far parte della ferrovia retica. Nel 1973 venne siglato un gemellaggio con la giapponese Hakone Tozan Railway, quella realizzata nel 1919. La linea ferroviaria del Trenino del Bernina nacque inizialmente per scopi commerciali ma col tempo divenne un’attrazione turistica e culturale. Oggi trasporta numerosi viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

In carrozza: si parte!
Dopo una passeggiata a Saint Moritz, salgo sul treno rosso più famoso al mondo: il Bernina Express! Puntuale come un orologio svizzero, annuncia la sua partenza e lascia la stazione. Appena partiti, un annuncio informa che alcune fermate sono su richiesta.

Saint Moritz 1.775 m.s.l.m
Inizio il mio viaggio lasciandomi alle spalle la località più conosciuta di tutta la Valle Engadina. E’ il 1904 quando la ferrovia dell’Albula raggiunge Saint Moritz. La stazione era infatti stata costruita per quella linea e la stessa verrà utilizzata anche per quella del Bernina. L’aspetto odierno della stazione risale al 1928 quando, in occasione dei giochi olimpici, si decise di rinnovarla. I lavori furono affidati all’architetto Nicolaus Hartmann Jun., che aveva precedentemente realizzato gli edifici delle stazioni di Alp Grüm e Ospizio-Bernina.

Celerina Staz 1.716 m.s.l.m.
Appena uscito dalla stazione di Saint Moritz il treno passa sul Viadotto dell’Inn, sotto il quale oggi passa la strada. E’ uno scorcio particolarmente amato poiché al di sotto del ponte scorre il fiume Inn subito dopo aver lasciato il lago di Saint Moritz. Sulla struttura del viadotto si può vedere un grosso pannello rosso che segnala che la linea è un Bene Unesco. L’edificio della stazione di Celerina Staz ricorda uno chalet e risale al 1922. Celerina ha due stazioni: la prima sulla linea dell’Albula e la seconda è questa sulla linea del Bernina. Appena il treno lascia la stazione, a sinistra si può vedere la chiesa di San Gian con due torri. La più piccola è in stile romanico e fu costruita intorno al 1100. Il campanile più grande invece è in stile tardogotico e originariamente aveva una punta. Venne però distrutta da un fulmine nel 1682.

Punt Muragl Staz 1.736 m.s.l.m.
Questa è una fermata a richiesta, in genere utilizzata da chi vuole prendere la funicolare e raggiungere Muottas Muragl. In pochi minuti, grazie a questa funicolare inaugurata nel 1907 , si raggiungono i 2.453 m.s.l.m. da dove godere di un meraviglioso panorama sull’Alta Engadina. Da subito, questo luogo divenne punto di ispirazione per poeti ed artisti, come Segantini. Non solo erano attratti dalla bellezza in sé del paesaggio ma anche dalle particolari condizioni di luminosità. Da qui a Pontresina il treno attraversa un paesaggio caratterizzato da torbiere alte, alimentate esclusivamente dalle precipitazioni atmosferiche. Un paesaggio creatosi in seguito ai movimenti dei ghiacciai perenni. Una zona palustre circondata da larici, pini silvestri e pini cembri e da una rara specie di erba (phippsia algida). E’ una delle zone di torbiera considerate tra le più belle di tutta la Svizzera e di importanza nazionale.

Pontresina 1.774 m.s.l.m.
Un’ampia stazione, dotata dell’edificio più grande di tutta la Ferrovia retica costruito nel 1907. Pontresina deve la sua prima ricchezza ai proventi dei dazi che i viandanti dovevano pagare al loro transito. A partire dal 1860 inizia ad essere una conosciuta località turistica. Infatti il 13 Settembre 1850 la conquista dei 4.049 metri della vetta del Bernina porta a uno sviluppo dell’alpinismo in questa località.
Avvento del turismo a Pontresina
Da lì a poco le case private si trasformarono in alberghi e pian piano il turismo divenne la più importante forma di reddito. Pontresina si trova lungo la strada che conduce al valico del Bernina e a pochi passi dalle imponenti cime che l’hanno resa la capitale dell’alpinismo: il Piz Roseg, il Piz Scerscen e, un po’ più distante, il Piz Palü. Nonostante la sua vicinanza a vette e ghiacciai, resta soleggiata e riparata dal vento, adatta anche a chi, in montagna, vuole solo rilassarsi. Sono numerose oggi le strutture che la località offre: hotel, alloggi e terme. Inoltre è la meta ideale per l’arrampicata su ghiaccio, per ogni genere di sci e per passeggiate a piedi o con le racchette da neve. E’ considerata la località di villeggiatura per eccellenza dell’Engadina, circondata da foreste di pini e larici.
Curiosità: sembra che la tradizione di accoglienza turistica sia nata grazie all’intraprendente Clara Chris che, in cerca di marito, iniziò ad affittare le tre stanze del suo chalet agli alpinisti di passaggio.

Morteratsch 1.896 m.s.l.m.
Da quando la linea è stata inaugurata, il ghiacciaio Morteratsch si è notevolmente ritirato. All’epoca l’hotel che ancora oggi sorge accanto alla stazione si trovava quasi direttamente sulla lingua del ghiacciaio. Sembra porti questo nome per una leggenda che narra il triste amore di Aratsch per la sua amata. Il giovane pastore aveva infatti chiesto a un ricco contadino la mano di sua figlia ottenendo in cambio solo derisione. Decise così di partire per terre lontane per fare ritorno a casa solo dopo esser diventato un valente ufficiale. Al suo rientro però scoprì che la sua amata era morta. Disperato si tolse la vita. Per molto tempo si udì lo spirito della amata piangere il povero Aratsch :”Mort Aratsch! Mort Aratsch!” (Aratsch è morto!). Un altro pastore, infastidito da quella voce, maledisse la povera anima e proprio in quel momento il ghiacciaio incominciò ad avanzare seppellendo la sua malga sotto di sé.

Bernina Suot 2.046 m.s.l.m.
In questa stazione nel 1910 venne costruita una piattaforma girevole all’aperto per gli spazzaneve a vapore. Cinque anni più tardi venne sostituita con una al coperto a causa delle valanghe. Una serie di modifiche vennero apportate anche alle altre strutture, da parte dell’architetto Nicolaus Hartmann Jun.

Bernina Diavolezza 2.082 m.s.l.m.
Questa fermata fu aggiunta nel 1956 per permettere di raggiungere la funivia inaugurata in quell’anno. Questa stazione è l’ideale per chi vuole godere il panorama. Salendo sulla Forcella del Diavolezza si può godere della bellezza di quella che, insieme alla salita alla cima Lagalb, viene denominata i Saloni delle Alpi. Diavolezza è uno dei monti più amati di tutta la Valle Engadina. Il nome significa “diavolessa“. Una leggenda narra di una fatina bellissima che faceva perdere il senso dell’orientamento ai passanti che sparivano misteriosamente. Oggi chiunque passi da qui resta in effetti ammaliato dalla bellezza di questo monte.

Bernina Lagalb 2.099 m.s.l.m.
Una fermata apparentemente in mezzo al nulla. Creata anche questa per dare un collegamento alla funivia che iniziò ad operare nel 1962.

Ospizio Bernina 2.234 m.s.l.m.
Salendo dalla stazione di Bernina Lagalb la ferrovia attraversa dei ponti sul torrente Bernina e percorre la galleria di protezione più antica di tutta la linea del Bernina, costruita nel 1910. Alla fine della galleria inizia ad apparire il primo di due laghi: il lago Bianco. Tra il 1910 e il 1911 vengono costruite due dighe. In questo modo ancora oggi le acque servono per alimentare le turbine della centrale idroelettrica di Palü. La diga a nord segna lo spartiacque: le acque settentrionali sfociano attraverso il Danubio nel Mar Nero e quelle meridionali, attraverso il Po, nel Mare Adriatico. C’è un terzo sbarramento che divide il lago in due. Il nome è dato dal fatto che il bacino è alimentato dalle acque lattiginose del ghiacciaio di Cambrena. La stazione prende il nome dall'”Ospizio“, cioè l’edificio poco distante che si affaccia sulla strada. Serviva per dare alloggio e ristoro ai viandanti che nei tempi passati affrontavano lunghi e difficili viaggi. La stazione si trova sul punto più alto che la linea tocca.

Alp Grüm 2.091 m.s.l.m.
Questa è una stazione-albergo. Nel 1923 l’arch. N. Hartmann Jun. disegnò un edificio che non doveva fungere solo da stazione ma anche da albergo con terrazza panoramica. Una visuale meravigliosa sul ghiacciaio di Palü. Da sempre sono molti i turisti che decidono di scendere qui dal treno per una sosta. Semplicemente per godere del panorama o per iniziare un percorso di trekking. Quando il treno riprende il viaggio, inizia un percorso fatto di viadotti, gallerie e tunnel a spirale. Il tutto per poter affrontare un dislivello di quasi 400 metri. Entrando e uscendo dai vari tunnel e girando su sé stessi come trottole, si intravvede sempre, laggiù a valle, la centrale elettrica di Palü. Dall’alto sembra una torre medievale che non lascia intravvedere l’importanza industriale che si cela al suo interno.

Cavaglia 1.692 m.s.l.m.
Cavaglia era una antica stazione di sosta per i cavalli sulla strada del vino. Successivamente si sviluppa come paese grazie alla vicina centrale elettrica, ancora oggi presente. La stazione si trova su un altopiano formatosi dall’azione del ghiacciaio ormai scomparso. E’ una costruzione insolita nella zona: il suo grosso tetto spiovente è in realtà tipico della Foresta Nera. Inizialmente era un albergo che venne poi trasformato, nel 1925, in sala d’attesa e ufficio della ferrovia retica. Cavaglia merita una sosta perché da qui si può partire per esplorare il “Giardino dei ghiacciai“. In dieci minuti a piedi si raggiunge l’ingresso del parco delle Marmitte dei Giganti. Queste marmitte glaciali si sono formate circa 10.000 anni fa a seguito della costante e potente pressione dell’acqua del ghiacciaio che insieme a detriti e ghiaia hanno creato enormi buchi nella roccia.

Poschiavo 1.517 m.s.l.m.
Anticamente era una sosta per le carrozze che dalla Valtellina transitavano verso Coira, trasportando merci e in particolare vino. Poi un momento di buio, dovuto all’alluvione del 1834, all’emigrazione in Europa e all’apertura di trafori alpini che deviarono il traffico. Il “borgo“, così viene chiamata questa località, riprese vita in seguito all’arrivo del trenino rosso nel 1910 e dall’attività delle centrali elettriche operative nel XX secolo. Un paese ancora oggi tranquillo, da dove passarono Carlo Magno e Napoleone. Qui si trova la stamperia dove fu stampato per la prima volta in Italia l’opera di Goethe “I dolori del giovane Werther”. Da qui iniziano una serie di fermate, come Le Prese e Miralago, che permettono di fare delle belle passeggiate attorno al lago di Poschiavo. Lago che si è formato in seguito a una frana e lungo la cui riva corre la linea ferroviaria dal 1908.

Viadotto circolare di Brusio 717 m.s.l.m.
E’ il vero simbolo della linea del Bernina. Qui la ferrovia descrive un quarto di cerchio con un raggio di 70 metri. Il treno passa anche sotto la quarta delle nove campate. Serve per prolungare artificialmente la tratta e consentire di superare il dislivello nell’ambito di uno spazio ristretto. Qui la pendenza raggiunge il 70 per mille. Nella costruzione delle ferrovie a vapore si calcolava che a partire dal 50 per mille fosse necessaria una cremagliera. Siccome la Ferrovia del Bernina fu alimentata fin dall’inizio da corrente elettrica, grazie a questo viadotto circolare riesce ad avere la meglio sulla pendenza.

Campocologno 553 m.s.l.m.
Sorge al confine tra l’Italia e la Svizzera e ricorda vagamente lo stile barocco italiano. Qui vicino tra il 1904 e 1907 venne realizzata una centrale idroelettrica.

Tirano 429 m.s.l.m.
Località italiana in provincia di Sondrio, lungo il corso del fiume Adda, è considerata la città del vino. Capolinea di partenza o di arrivo, come nel mio caso, è l’unica stazione italiana della ferrovia del Bernina. Una volta che il treno lascia il territorio elvetico compie gli ultimi chilometri su un lato della strada, muovendosi come fosse un tram. Poco prima di arrivare alla stazione, attraversa il piazzale della Madonna di Tirano. Questo piazzale ospita un grande santuario costruito agli inizi del XVI secolo sul luogo di una apparizione mariana.
Due passi a Tirano
Una volta arrivati a Tirano non si può non fare una visita a questo enorme santuario che segna la storia della città. Anche perché diventerà uno dei simboli della fede cristiana contro la riforma luterana delle leghe grigionesi. Della città medievale rimane ben poco, a causa di un incendio del 1400. Restano invece molti simboli del risorgimento. Sicuramente merita una tranquilla passeggiata nel centro storico. E magari un buon pranzo a base dei prodotti tipici Valtellinesi.

Se desiderate fare anche voi un giro sul Bernina Express potete utilizzare il sito ufficiale:
TRENINO ROSSO del Bernina – Biglietteria Ufficiale




