
MONTE PILATUS: TOCCARE IL CIELO CON UN DITO
Avete mai toccato il cielo con un dito? Sono molte le destinazioni di montagna che permettono di vivere questa sensazione. Ma ci sono luoghi che possono essere raggiunti con tutte le comodità del caso. E gli Svizzeri, devo ammetterlo, in questo sono proprio bravi. Siete pronti? Oggi vi porto a 2132 metri sul livello del mare. Saliamo sul Monte Pilatus.

La cremagliera più ripida al mondo
Decido di salire partendo da Alpnach, che dista soli 16 km da Lugano. Si può raggiungere questo punto con il treno dal centro della città costeggiando il Lago dei Quattro Cantoni. Quando arrivo mi trovo una bella stazione retrò. Il piazzale antistante accoglie un bar dalle forme dei tempi passati. Poco distante la moderna biglietteria dove trovare anche qualche mappa e informazione su tutto quello che riguarda questo viaggio tra le nuvole.

Storia della cremagliera
Siamo nel XIX secolo quando l’ingegnere Eduar Locher ebbe l’idea di costruire una ferrovia su questo monte. Possiamo immaginare lo stupore e le critiche di molti. Ma nel 1889 la linea venne inaugurata. 4618 metri da Alpnach a Pilatus Kulm. Con la sua pendenza massima del 48% è ancora oggi la più pendente al mondo. L’idea più geniale fu quella di costruire due ruote a cremagliera orizzontali. Fu questo il successo che permise di affrontare questa pendenza. Il grosso problema era il rischio che le rotaie dentate dei sistemi a cremagliera conosciuti fino a quel momento si potessero sollevare data la forte ripidezza. L’opera fu presentata all’Esposizione Mondiale di Parigi del 1889.

Fino al 1937 c’erano 11 vagoni a vapore che percorrevano il tragitto di 4618 metri. Durante la salita si fermava a Amsigen per lo smistamento e rifornimento dell’acqua. Si giungeva in vetta in circa 70 – 80 minuti. Nel frattempo però dal 1905 si pensò di convertire la ferrovia dalla trazione a vapore al sistema di trazione elettrico. Ma i costi per tale progetto erano troppo alti. Se ne riparlò nel 1931. Dal momento che i veicoli erano in usura la società Pilatus-Bahn riuscì a inaugurare la ferrovia a trazione elettrica il 5 maggio 1937. Due delle automotrici a vapore sono ancora conservate. È possibile visitarle in Svizzera al Museo Svizzero dei Trasporti di Lucerna e in Germania al Deutsches Museum di Monaco di Baviera.

La salita al Monte Pilatus
Torniamo ad Alpnach. Guardando la stazione e il bar mi sembra di fare un salto indietro nel tempo. Socchiudo gli occhi e mi sento una donna dell’inizio del 1900 che attende, con l’ombrellino parasole, il turno di salita per un’esperienza indimenticabile. Ma la mia attenzione viene richiamata dal rumore della cremagliera che arriva. Mi metto in fila e salgo su uno dei 10 vagoni rossi che accomodano fino a 40 persone l’uno. Posti a sedere in legno e finestrini che per ragioni di sicurezza si aprono fino a metà. Un piccolo sobbalzo e il viaggio ha inizio. Comincia la salita al Monte Pilatus!

Per percorrere i 4618 metri di tragitto e affrontare un dislivello di 1635 metri la cremagliera impiega 30 minuti a una velocità tra i 9 e i 12 km/h. Vengo a sapere che in discesa ci si impiega 40 minuti e la velocità massima è di 9 km/h. Ma io ho già preso i biglietti per scendere dall’altra parte e compiere così il giro completo.

E’ pazzesco il panorama che si vede salendo. Cambia di continuo. Ad ogni altezza raggiunta e ad ogni curva tutto cambia. Si inizia con la vista sul Lago dei Quattro Cantoni per poi ammirare tutto il suo circondario. Si passa a una vegetazione boschiva. Ancora oggi salendo il treno si ferma nella piccola stazione intermedia di Amsigen. E da qui poi il paesaggio circostante cambia di nuovo. L’ultimo tratto è caratterizzato da un ambiente roccioso e una serie di gallerie che completano il tratto finale. E già riesco a intravvedere il mondo che mi aspetta sulla cima.

In vetta
Ed eccomi arrivata in quota! Scendo dal vagone e mi ritrovo catapultata in una struttura moderna. Al momento nemmeno mi sembra di essere in alta quota. Un vortice di gente che va e viene, chi in fila per riscendere con la cremagliera, chi si avvia verso la reception dell’hotel, chi nella galleria tra negozi e bar e chi subito cerca la via per arrivare all’aria aperta. Mi guardo intorno e mi sento una piccola esploratrice in vetta. Ma mi rendo conto di esserlo con tutti i comfort del caso.

Decido di uscire subito all’aperto. Raggiungo la grande terrazza baciata dal sole e resto a bocca aperta per il panorama. Ho la mia piccola mappa tra le mani per scoprire ogni angolo di questo luogo. Sotto la terrazza vedo dei giovani che stanno maneggiando con l’attrezzatura. Si stanno preparando a lanciarsi con il parapendio e quando mi guardo in torno vedo punti colorati che già volteggiano come piume nell’aria. Scopro che c’è anche la possibilità di fare un lancio doppio per chi volesse vivere l’esperienza del volo.

Il diavolo del Monte Pilatus
Le leggende del Monte Pilatus e i suoi draghi
L’avevo già notato ovunque. Alla stazione di Alpnach. Sulle mappe e sui biglietti di risalita. Sugli oggetti di souvenirs. All’arrivo a Pilatus Kulm.
Ovunque è rappresentato un simpatico drago volante dalla lunga coda. E’ il simbolo del Monte Pilatus.
Sono diverse le notizie che lo vedono come protagonista.

La pietra del drago
Secondo la leggenda nell’estate del 1421 un possente drago, volando sul Pilatus, precipitò e cadde così vicino al contadino Stempflin da fargli perdere i sensi. Quando rinvenne, il contadino trovò un grumo di sangue perso dal drago e la pietra del drago, il cui potere curativo fu riconosciuto ufficialmente nel 1509.

L’agricoltore e il drago
Nella sua Cronaca, Petermann Etterlin racconta come l’agricoltore Winkelried abbia ucciso uno dei draghi del Pilatus: egli avvolse una lancia con sterpi spinosi e la conficcò nella gola aperta del drago. Poi completò l’opera con la spada. Una goccia del sangue venefico del drago schizzò sulla sua mano. Questa goccia – e il fiato velenoso del drago morente -fece raggelare il sangue nelle vene di Winkelried e in breve morì anche lui.

Il drago a Lucerna
Nelle prime ore del mattino del 26 maggio 1499 a Lucerna si poté assistere a un incredibile spettacolo: dopo un terribile temporale, un gigantesco drago senza ali emerse dalle acque selvagge del torrente Reuss presso il ponte Spreuer. Probabilmente il drago era stato sorpreso dal temporale ed era stato rovesciato giù dal Pilatus direttamente nel Krienbach, che si immette nel Reuss a valle della chiesa dei Gesuiti. Molti cittadini istruiti e rispettabili avallarono la veridicità di questa storia.

Il ragazzo e i draghi
Era autunno, quando capitò che un ragazzo cadesse in una profonda grotta del Pilatus finendo in mezzo a due draghi. Per sua fortuna, i draghi non lo uccisero. Venne primavera e uno dei due draghi lasciò il suo rifugio invernale e volò via. L’altro fece capire al ragazzo che era ormai tempo di lasciare il luogo che li aveva accolti. Il drago strisciò verso l’uscita e porse al ragazzo la sua coda. Il ragazzo, aggrappato alla coda, poté finalmente uscire dalla grotta.

Il sentiero del drago
Affascinata dalle leggende dei draghi lascio la terrazza per andare a percorrere quello che viene chiamato il sentiero del drago. Un bellissimo percorso che costeggia la montagna tra grotte e panorami mozzafiato. Procedendo si apre un vero e proprio spettacolo: passando tra anfratti, scalette metalliche e stretti passaggi si ha uno spettacolo a 360 gradi. Nel medioevo la gente pensava che gli anfratti in cima alla montagna fossero abitati da draghi benefici. E’ simpatico decidere di trascorrere del tempo percorrendo questo tracciato, fattibile a tutti. Tenendo ovviamente conto della presenza di scale.

Dragon World
Scopro che nella struttura principale, vicino all’arrivo della cremagliera, c’è una nuova installazione. Il mondo del drago del Pilatus riportato in vita attraverso una serie di giochi interattivi per adulti e bambini. Gli effetti sono davvero stupefacenti e sicuramente si passa volentieri del tempo davanti a questo simpatico personaggio. Una saga dei draghi che si sono risvegliati. Io ci perderò qualche minuto prima della discesa.

Pilatus Kulm
In cima c’è davvero un mondo. Incredibile pensare a come abbiano potuto costruire tutto questo!

Si trovano due hotel. Il Pilatus-Kulm e il Bellevue. Nel 1890 si costruì l’hotel Pilatus Kulm, oggi considerato di importanza storica/architettonica. Il suo ristorante si chiama “Quenn Victoria“. Un omaggio alla Regina Vittoria che nel 1868 raggiunse la vetta a cavallo. Sono stati tanti, nel corso degli anni, gli ospiti celebri di questo hotel. Tra tutti menziono il compositore Richard Wagner.
Certo che pensare di trascorrere una notte qui dev’essere meraviglioso. Gustare il tramonto in silenzio. Essere tra i primi a vedere la magia dell’alba. Ma immaginate la meraviglia di stare silenziosamente avvolti da un manto di stelle e ammirare i riflessi di località in lontananza a valle? Quando finalmente tutti i gitanti se ne vanno deve essere uno spettacolo unico. Silenzio e pace: solo il rumore della natura e del proprio respiro.

Non mancano ristoranti, bar e un self service dove poter mangiare qualcosa in quota. Ma ce ne sono anche nelle soste intermedie tra la funivia e le cabinovie. Non bisogna dimenticare che c’è anche chi decide di salire in vetta o scendere a valle lungo i sentieri perfettamente indicati. Occorrono però tempo e buone gambe.

Decido di continuare a sfruttare il mio tempo andando all’avant scoperta dei punti più strategici e panoramici di questo luogo. Quello che preferisco si trova proprio sopra l’arrivo della cremagliera. Da li davvero la vista spazia a 360 gradi. Un vero spettacolo! Mi sento a un passo dal cielo, come se lo potessi sfiorare con le dita. Ma anche piccola in confronto a tutta quella natura che offre colori e paesaggi strepitosi.

Funivia Dragon Rider
E’ arrivato il momento di scendere. Come anticipato percorrerò quello che viene chiamato l’anello d’argento. Si sale da un versante con un mezzo, e si scende dall’altro con l’ausilio di altri due.
Il primo su cui accedo, accanto all’arrivo della cremagliera, è una grande funivia moderna. Due grandi cabinovie che ricordano una cabina di pilotaggio. Investimento da 18 milioni di franchi svizzeri da parte della Pilatus Bahnen in concomitanza con i lavori di restauro dell’albergo. Grandi vetrate permettono di godere del nuovo panorama in discesa. E in 3 minuti e mezzo si arriva alla stazione di Fräkmüntegg.

Quando scendo capisco di trovarmi in quello che è denominato il più grande parco avventura della Svizzera centrale. Mi guardo attorno e scopro che è un luogo di adrenalina e velocità. La slittovia Fräkigaudi con i suoi 1650 metri di velocità, la Dragon glider per volare, i 10 percorsi diversi dove arrampicarsi, affrontare prove di equilibrio, sfrecciare attraverso il bosco appesi a carrucole (tyrolienne), i Monkey Trees per arrampicarsi sugli alberi in tutta sicurezza e infine il Powerfan per provare l’adrenalinica esperienza della caduta libera.

Cabinovia panoramica del Monte Pilatus
Da qui dopo aver curiosato questo angolo di divertimento, prendo la cabinovia che in circa 20 minuti mi porta a Kriens. Inaugurata nel 1954 è stata ristrutturata nel 1996 e percorre quasi 5 km. La cabinovia fa una tappa intermedia a Krienseregg. Questo è un punto adatto alle famiglie. Qui si trova Pilu-Land, per i più piccoli: un grande parco giochi dove abita il drago Pilu. C’è anche un ristorante con un’ampia terrazza. La zona è davvero invitante con una variegata offerta di sentieri escursionistici ad anello ben segnalati e ampie aree per il pic nic.

Arrivata a Kriens mi trovo ad una stazione moderna dove, ancora una volta, un drago saluta gli ospiti. Da qui in 5 minuti a piedi si raggiunge la fermata del bus che riporta i visitatori alla stazione di Lucerna. Così si completa quello che viene chiamato l’anello d’argento del Monte Pilatus: si sale coi binari e si scende coi piedi in aria. Ma volendo c’è anche quello che viene chiamato l’anello d’oro: comprende il viaggio da Lucerna ad Alpnach in battello sulle acque del lago dei Quattro Cantoni.

Che dire? E’ stata davvero una esperienza fantastica! Si può fare tranquillamente come escursione dalla città di Lucerna e spendere qualche ora con la testa tra le nuvole. Aria pura, paesaggi immensi e draghi misteriosi.
Arrivederci Monte Pilatus!
Volete sapere costi e orari? Date un occhio al sito ufficiale:
https://www.pilatus.ch/it/



