
L’ORRIDO DI BELLANO. SUGGESTIONE SUL LAGO DI COMO
Probabilmente se dico Pioverna ai più non dirà nulla. Ma è il nome di un fiume della provincia di Lecco che nasce dalla Grigna settentrionale. O Grignone. Attraversa buona parte della piana della Valsassina ed è di carattere torrentizio. E’ chiamato il fiume che scorre al contrario poiché scorre da sud verso nord. Arrivato all’altezza di Bellano si incunea nell’Orrido di Bellano. Si tratta praticamente di una cascata all’interno di una gola.

Storia
Sembra risalga a circa 15 milioni di anni fa la sua formazione. Quando a causa dell’erosione del fiume Pioverna si formò un solco sempre più stretto e profondo che da Taceno raggiunge il Lario. Successivamente in Valsassina si formò un lago: a causa del disgelo dei ghiacci le sue acque precipitarono nella Val Muggiasca e nell’Orrido. Probabilmente il lago si svuotò completamente attraverso aperture e profonde gole, che oggi possiamo ammirare.
Ma potrebbe anche essere, secondo gli studiosi, che un innalzamento del terreno a seguito di movimenti della crosta avrebbe costretto il fiume a trovarsi un altro letto che poi è stato via via eroso. E a dare così vita all’Orrido di Bellano.

Comunque si sia formato questo angolo, le acque furono sfruttate a partire dal XVI e XVII secolo. Era in quell’epoca molto attiva la lavorazione del ferro che veniva estratto dalle miniere in Valsassina.
La famiglia Denti ne era all’epoca proprietaria per alimentare le proprie fucine. Alessandro Cipriani Denti decise addirittura di abbellire questo luogo con un giardino: una torre, delle piscine e delle statue. Luogo amato dal suo amico poeta Sigismondo Boldoni che qui traeva ispirazione per le sue opere.
Successivamente anche il Cotonificio Cantoni le sfruttò in seguito all’apertura di uno stabilimento poco distante dall’Orrido.
Nella metà del 1700 si costruisce l‘ingresso all’Orrido: un’ampia scalinata in marmo rosa e cancellate in stile liberty.

Tradizioni e leggende dell’Orrido di Bellano
Sono tante le leggende e tradizioni legate a questo luogo. Tra tutte un edificio posto poco lontano ha sempre ispirato narrazioni e fantasie basate su paure e riti satanici. La “Ca’ del diavol“. Si tratta di una torre esagonale alta quattro piani. Non si sa l’origine e l’uso della torre ma si parla del signorotto locale Lorla che era solito rapire giovani fanciulle e portarle poi alla Ca’ del diaul, in dialetto locale, e consumare festini.
Ancora oggi alle 21,50 suonano le campane per avvertire le giovani donne dell’imminente pericolo: la Dirlindana.
Sembra inoltre che questo luogo sia la sepoltura del valoroso guerriero Taino. Con lui il suo tesoro.

Visitare l’Orrido
Sarà piacevole, dopo aver raggiunto l’ingresso e pagato il biglietto, accedere al percorso.
Prima però potrete dare uno sguardo ai diversi pannelli che si trovano in questo punto. Spiegano la formazione dell’Orrido, il corso del fiume Pioverna, fatti storici avvenuti in questi luoghi e molte altre curiosità.

Un insieme di passerelle fissate alla roccia e sospese vi permetteranno di camminare tra e sulle acque. Una gola che regala scorci suggestivi. Il percorso è facile ed accessibile a tutti. Solo occorre tener presente che ci sono degli scalini e dei punti un po’ stretti. Addentrandosi si viene rapiti dalla magia della natura. Perché la natura è sempre magia. Basti pensare che questa gola così stretta e profonda è stata formata dall’erosione dell’acqua in migliaia di anni. Sentirne la sua forza fragorosa rapisce fin da subito i sensi. Si vuole godere del proprio silenzio per lasciare parlare proprio la natura con la sua forza. Bianchi salti spumeggianti, rocce lisce, natura rigogliosa… Una passeggiata che dura circa mezz’ora in un luogo che per un po’ vi allontanerà dai soliti rumori di tutti i giorni.

Una curiosità, prima di lasciarvi. Lo sapete da dove deriva il nome Orrido?
Dall’esclamazione del bellanese Sigismondo Boldoni che rimase affascinato da questo “Orrore di un’orrenda orrendezza“.

Personalmente dopo la visita dell’Orrido ne ho approfittato per visitare anche Bellano e le sue chiese. Inoltre la località dista poco da altri luoghi ben noti su questa sponda del Lago di Como. Varenna, Mandello del Lario, l’Abbazia di Piona…
L’Orrido è facilmente raggiungibile sia in auto che col treno. A pochi passi dal centro ci sono le indicazioni che vi accompagneranno fino a raggiungere l’ingresso.

Per saperne di più sul costo d’ingresso e gli orari di apertura potete visitare il seguente sito:
http://www.turismobellano.it/it/orrido/



