EUROPA,  Germania

IL MURO DI BERLINO. DAL GRIGIO AL COLORE

Oggi non sarebbe giornata di pubblicazione di un articolo. Ma ho deciso di farlo vista la data odierna: 9 Novembre. Era il 9 Novembre 1989 quando il mondo intero vide la caduta del Muro di Berlino.

Il Muro di Berlino
Il Muro di Berlino

Provate ad immaginarvi di vivere in una città. Andate a letto a dormire e l’indomani vi svegliate con un muro provvisorio. E’ il 12 agosto 1961. Intere famiglie separate all’improvviso. L’obiettivo era quello di bloccare il movimento di cittadini della Germania Est che non volevano stare sotto il controllo sovietico. Sembra che circa 3 milioni di cittadini lasciarono l’Est per l’Ovest tra il 1949 e la costruzione del muro. Tra questi soprattutto laureati, imprenditori e professionisti. Questa fuga di massa rappresentava il rifiuto del modello comunista instaurato nella Germania dell’Est. Inaccettabile!

Berlino
Berlino

La costruzione del Muro di Berlino

Il 12 agosto 1961 i cittadini si svegliarono trovando non solo il muro provvisorio ma anche chiusi i 69 posti di controllo. Ne furono lasciati aperti solo 12. Venne messo un filo spinato lungo ben 155 km, per separare le due zone della città. Nessuno poteva né attraversare né entrare nella parte opposta. Successivamente si iniziò la costruzione di un muro in mattoni. Furono sfrattate molte persone le cui case si trovavano sul tracciato del muro stesso.

Sanpietrini che ripercorrono il tracciato del Muro di Berlino
I sanpietrini che ripercorrono il tracciato del Muro di Berlino

Il muro di Berlino venne rivisto poiché i tentativi di fuga furono molti. Il nuovo muro aveva un’altezza di 4 metri, era costruito in cemento con all’interno fili di ferro per renderlo più resistente e aveva la sommità semisferica per evitare che ci si potesse aggrappare nel tentativo di fuga. Nel 1962 si decise di raddoppiare il muro; tra i due c’erano 10 metri di distanza. Questa distanza era la “zona della morte” composta da un fossato, filo spinato, allarmi, armi automatiche, torrette di guardia, pattuglie accompagnate da cani e una strada dove circolavano costantemente veicoli militari. Tentare di attraversare questa striscia era una follia ma in molti ci provarono.
Nel 1975, anno della mia nascita, il muro era lungo 43 km ed era accompagnato dalle misure di sicurezza della striscia della morte mentre il resto era protetto da recinzioni. Cosa succedeva a chi tentava di attraversarlo? Veniva arrestato o ucciso immediatamente.
Lungo il muro c’erano 8 check point. Erano gli unici passaggi che permettevano a diplomatici e turisti di entrare ed uscire dopo aver superato i controlli.

Il Muro di Berlino
Il Muro di Berlino

Sembra che cercarono di scavalcare il Muro oltre 5 mila persone e oltre 3 mila furono arrestate. Furono 100 le persone uccise e l’ultima vittima si registrò il 5 febbraio 1989.

Verso la caduta del Muro

Mentre a a Berlino Est si viveva “rinchiusi” in questo muro, la Germania Ovest pensava alla ricostruzione post bellica e l’economia era in forte ripresa. Ad Est la statalizzazione imposta dai comunisti frenava lo sviluppo economico. Ma pesavano molto anche le varie restrizioni delle libertà individuali. La prima crepa del muro di Berlino fu proprio la disparità economica. A partire dagli anni ’80 cambiarono tante cose, prime tra tutte la salita al potere di Mikhail Gorbaciov. Oltre ad attuare politiche di risanamento, sul fronte della politica estera iniziò a dare segni di apertura verso l’occidente. Nel 1989 in Polonia vinse le elezioni il partito Solidarnosc, guidato da Lech Walesa. Questo stimolò una serie di rivoluzioni pacifiche nei paesi del blocco comunista. Ma ciò che aggravò la situazone fu l’apertura della frontiera tra l’Ungheria e l’Austria il 23 agosto 1989. Questa fu la possibilità di fuga per molti cittadini della DDR.

La frase pronunciata dal Presidente americano Reagan a Gorbaciov: abbatti il muro!
Targa che ricorda la sfida dell’allora presidente degli Stati Uniti d’America Ronald Reagan a Mikhail Gorbaciov

La caduta del Muro di Berlino

Alle 21 del 9 novembre 1989 il governo dell’Est dovette annunciare l’apertura di tutte le frontiere. Qualcuno di voi ricorderà le immagini trasmesse da tutte le televisioni mondiali. I berlinesi cercavano di scavalcare il Muro o abbatterlo con qualsiasi oggetto. Una serata memorabile che segnerà non solo la storia del ‘900 di Berlino e della Germania ma del mondo intero.

Un pezzo del Muro di Berlino
Un pezzo del Muro di Berlino

Cosa resta del Muro di Berlino oggi?

Cosa resta oggi del Muro di Berlino? Chi visita la città può vedere tracce del Muro. Non metaforicamente ma veri e propri pezzi dell’originale. Nel 1990 un tratto del Muro a Niederkirchnerstrasse fu messo sotto tutela come monumento. Non mancarono in quell’occasione proteste da parte di chi chiedeva che qualsiasi traccia venisse cancellata il più velocemente possibile. Di nuovo, nel 1998 quando stava per essere inaugurato il memoriale di Bernauer Strasse alcuni residenti sostennero che fosse impensabile commemorare un simbolo di divisione come il Muro. Berlino aveva già vissuto questo dibattito sul conservare o meno i segni dei momenti più duri della città in seguito alla seconda guerra mondiale.

Murales a East Side Gallery
Murales a Esta Side Gallery

Topografia del terrore

A Niederkirchnerstrasse si trova la topografia del terrore. Anche se tutte le informazioni sono in inglese è un luogo interessante per gli appassionati di storia. Si trova dietro a un altro tratto del muro che resiste nella città, a poca distanza dal checkpoint Charlie. In questo luogo si trovava un edficio neobarocco che nel 1933 venne trasformato nella sede della temuta Gestapo (la polizia segreta dello stato). Qui venivano imprigionati tutti coloro che si opponevano al regime di Hitler dove venivano interrogati e torturati negli scantinati del palazzo. Questa mostra narra la storia dell’organo di sicurezza di Hitler tra il 1933 e il 1945.

La Topografia del Terrore
La Topografia del Terrore

East Side Gallery

Uno dei punti più famosi è l’East Side Gallery. Tra l’altro dal 1991 è un monumento protetto. 3 km di muro: il tratto più lungo e conservato nella posizione originale. Per raggiungerlo dovrete recarvi a Muhlenstrasse lungo la Sprea (il fiume che attraversa la città). E’ famoso perché è ricoperto di murales realizzati nei primi anni Novanta per celebrare la fine della divisione della Germania e la libertà ritrovata. L’idea degli artisti era di creare la più grande galleria d’arte al mondo. Oggi ci sono 100 murales di artisti provenienti da oltre 20 paesi diversi.

Subito dopo l’apertura delle frontiere alcuni artisti provarono a dipingere alcuni tratti del lato orientale del muro in diversi punti della città. Ma le opere furono subito cancellate. Solo successivamente le autorità della Germania dell’Est diedero il permesso di dipingere il lato orientale del Muro in un unico tratto. Quello che oggi è conosciuto col nome di East Side Gallery.

East Side Gallery Berlino: il bacio sul muro
Il bacio sul Muro alla East Side Gallery

Postdamer Platz

Girando per Berlino incontrerete altri pezzi del muro in luoghi che nel frattempo sono cambiati moltissimo. E’ il caso di Postdamer Platz. Questa piazza fu distrutta durante la seconda guerra mondiale mentre durante l’epoca del muro fu una zona di confine abbandonata. Oggi è uno dei simboli della nuova Berlino. E’ qui che nel 1990 si è tenuto il concerto The Wall prima di venire completamente ricostruita. Oggi, a ricordo del Muro, è stata inserita nella pavimentazione una striscia di sanpietrini e sono stati lasciati alcuni elementi del Muro stesso, con dei pannelli esplicativi.

Resti del Muro di Berlino a Postdamer Platz
Resti del Muro a Postdamer Platz

Checkpoint Charlie

Il checkpoint Charlie si trova sulla Friedrichstrasse. Era uno dei principali posti di blocco che controllava il passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest. Oggi si può vedere una fedele copia della cabina di controllo americana. L’originale è conservata al museo degli alleati (Allierten museum).

Istituita nel 1961 era l’unico punto di accesso al settore sovietico per diplomatici alleati, personale militare e turisti. Inizialmente gestita solo dall’esercito americano, in seguito fu controllata anche dalla polizia militare britannica e francese. La struttura era semplice e poco elaborata. Infatti a differenza di quella più complessa della Germania dell’Est, posta a poca distanza, voleva simboleggiare che il confine stabilito dal Muro non fosse permanente e legittimo ma solo temporaneo. Ci sono due grandi fotografie: un soldato americano e un soldato sovietico che guardano ognuno nel territorio controllato dall’altro. Nei pressi si trova il  Mauer Museum – Haus am Checkpoint Charlie. dedicato alla storia del muro e al posto di blocco. Interessante l’esposizione degli oggetti utilizzati da chi tentò la fuga.

Checkpoint Charlie
Checkpoint Charlie

Il memoriale del Muro di Berlino

Il memoriale del muro ( https://berliner-mauer-gedenkstaette.de/en/) a Bernauer Strasse permette di farsi un’idea di come fosse il confine fino al 1989. Per 1,4 km ci sono pannelli esplicativi che raccontano la vita al tempo del muro e le storie di chi provò ad attraversarlo.

Il muro di Berlino a Fatima

Uno dei pezzi del muro di Berlino si trova in Portogallo, nel Santuario mariano di Fatima. Vicino all’entrata orientale del recinto del Santuario, è visibile un grande blocco del Muro. E’ qui come monumento commemorativo dal 5 Marzo 1991. Ha un peso di 2600 kg, un’altezza di 3,60 metri e una larghezza di 1,20 metri. Un gruppo di portoghesi lo acquistò grazie a Virgilio Casimiro, portoghese che risiedeva in Germania. Altri pezzi del muro di Berlino sono conservati nell’esposizione permanente “Fatima Luce e Pace“.

Il santuario di Fatima
Il santuario di Fatima

Piccoli frammenti di Muro sono stati di nuovo uniti e trasformati nei grani di un rosario. L’emigrante Virgilio Casimiro lo volle offrire a Papa Giovanni II in occasione del suo pellegrinaggio pontificio il 13 Maggio 1991. Un’altra particolarità di questo rosario è che i Gloria rappresentano i cinque nuovi Stati della Germania riunificata e sono stati confezionati con pietre dei palazzi governativi di ciascuno di questi stati, offerti dai rispettivi presidenti dell’epoca. Il rosario è conservato nella vetrina numero 9 dell’esposizione.

Il monumento sul Muro di Berlino a Fatima
Il monumento del Muro di Berlino a Fatima

Per preparare il vostro viaggio a Berlino Vi consiglio la seguente guida:

Inoltre vi consiglio due film molto interessanti;

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