LAGO DI COMO

LECCO: I SUOI MURALES E IL FIUME CALDONE

Si parla sempre più spesso di murales. Sono molte le città che ne hanno in angoli più o meno conosciuti. Alcuni hanno dato fama alle località in cui si trovano. E’ il caso dei murales di Orgosolo, in Sardegna.
Anche la mia città, sulle sponde del Lago di Como, ha i suoi murales.
Oggi vi porto in una breve passeggiata in via Carlo Porta a Lecco dove, insieme alle opere di street art, possiamo fare un salto nel passato.

Il ponte ferroviario in Via Carlo Porta a Lecco
Il ponte ferroviario

Il Caldone a Lecco

C’è un corso d’acqua, conosciuto da tutti gli abitanti di Lecco che scorre spesso impetuoso. Solo per un piccolo tratto agli occhi dei cittadini. Per il resto silenziosamente sotto terra. Nel 1970 infatti l’ultima parte del fiume Caldone fu coperto, nel tratto che da piazza Manzoni raggiunge la sua foce presso la Canottieri Lecco. Si tratta dell’attuale viale della Costituzione. Il fiume viene spesso chiamato torrente per distinguerlo dal “fiume”, l’Adda. In passato veniva però chiamato il “vero fiume di Lecco” poiché ha giocato un ruolo fondamentale nell’industrializzazione della città nella prima metà del XX secolo. Furono costruiti molti edifici sulle sue rive e le sue acque furono utilizzate per l’industria. Successivamente però venne visto come un ostacolo allo sviluppo urbanistico. Ecco perché venne coperto da una strada a quattro corsie.
Nasce nel comune di Morterone. La sua sorgente si trova sul monte Resegone a 1181 metri sul livello del mare. Dopo aver attraversato la Val Boazzo, attraverso le forre scavate nel Passo del Lupo scende nella conca alluvionale di Lecco. E proprio a Lecco si butta nelle acque del Lario.
Il fiume è ricordato anche ne “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni.

Il fiume Caldone a Lecco
Il fiume Caldone a Lecco

Via Carlo Porta a Lecco

Il fiume ancora oggi visibile in città accompagna i passanti in via Carlo Porta. Uno dei passaggi pedonali più frequentati di Lecco. Sono molti gli studenti che ogni giorno percorrono questa via. Ma anche coloro che devono passare dalla parte alta alla parte bassa della città e viceversa. Negli anni passati via Carlo Porta era diventata una zona degradata e grigia. La presenza del centro polifunzionale Meridiana, progettato dall’architetto Renzo Piano, ha dato nuova popolarità a questa via. Negli anni più recenti si è deciso di donarle anche nuovo colore.

Il centro polifunzionale Meridiane, progettato da Renzo Piano
Centro Meridiane

Il progetto

L’iniziativa fa parte del progetto di cittadinanza attiva “Mai soli se solidali“, promosso dal Comune di Lecco insieme all’Università per Adulti e Terza Età dei Lions e la collaborazione del Don Guanella. Saranno i giovani della comunità a prendersi cura di via Carlo Porta e del tratto del Caldone per i prossimi 10 anni. in collaborazione con l’Università della Terza Età e i Lions.

Uno dei pannelli a completamento dei murales in via Carlo POrta
Uno dei pannelli

I volti di Via Carlo Porta

Uno dei murales che più colpisce chiunque percorra questa strada è quello di Afran. Un lungo murales sulla parete esterna dell’istituto Don Guanella. Un susseguirsi di volti. Molti sono passanti di questa strada pedonale. Ma si possono notare anche il canoista lecchese Antonio Rossi, uno dei sindaci della città, lo scrittore Alessandro Manzoni e Lucia Mondella. L’opera è stata completata nel 2017 in circa un mese e mezzo dall’artista di origine africana Afran. “Il murales vuole essere un tributo alle singole persone che con il proprio agire, nel proprio piccolo, possono dare forza al gruppo e alla comunità”. Queste le parole dell’artista. Una delle cose che mi mette di buon umore sono i sorrisi di questi volti.

Il murales di Afran con i volti di Lecco
Il murales di Afran


Nel 2018 un concorso aperto alle scuole sceglie l’idea decorativa di Agostino Roveri per abbellire il ponte ferroviario. Successivamente quattro giovani lecchesi, tra cui Agostino Roveri, si occupano del sottopasso pedonale. Le scale sono ricoperte di serpenti colorati e nel passaggio una grande scritta accompagna i passanti: “L’essenza del bello è la varietà“.

Serpenti sulle scale del sottopasso
I serpenti


Nel 2020 è stato inaugurato un nuovo ciclo di murales, nella parte bassa della via, prossima al centro città.

I nuovi murales in Via Carlo Porta a Lecco
Nuovi murales

Curiosità

Nella parte di via Carlo Porta più vicina al centro ci si può fermare anche a leggere due pannelli interessanti. Uno racconta la bellezza del fiume Caldone.

Pannello esplicativo del fiume Caldone
Il fiume Caldone

L’altro, proprio accanto al corso del fiume, spiega quella che era la chiusa di via Porta.
All’altezza del quartiere di Bonacina l’acqua del fiume veniva utilizzata per scopi agricoli. In un suo libretto del 1725 il Dott. Roncalli dimostra come l’acqua del Caldone fosse in grado di curare problemi intestinali e di favorire la diuresi grazie alla presenza di nitro e ferro. Probabilmente per questo motivo le acque del Caldone erano meno sfruttate rispetto a quelli di altri fiumi, come il Gerenzone o il Bione. Alla fine dell’Ottocento le sue acque venivano utilizzate per produrre energia idraulica per la fabbrica di Cesare Mauri. Produceva cioccolata e confetture oltre ai famosi biscottini Promessi Sposi.

Cartello esplicativo della chiusa di via Porta
Cartello della chiusa

La piccola chiusa qui presente testimonia come le acque venissero deviate per motivi privati legati alla produzione agricola o come forza motrice per le ruote dei mulini. Solo successivamente queste acque muoveranno magli, ruote idrauliche e macchine di opifici. Oggi sono ancora visibili parti del sistema di canalizzazione del fiume che alimentava inizialmente una segheria e in seguito la cartiera Cima. Grazie alla presenza di due dinamo e di una turbina della precedente segheria, la cartiera sposta in questa zona vicina alla ferrovia alcune fasi della lavorazione della carta.

La chiusa del Caldone in via Porta
La chiusa

Basta poco

Si, a volte basta davvero poco per scoprire curiosità o aneddoti del passato. Sono sempre più convinta che solo passeggiando lentamente e guardando con occhi curiosi si possano cogliere sfaccettature del passato nascoste nella frenesia dei giorni nostri. Nei luoghi che siamo soliti frequentare senza soffermarci.

Un murales di via Porta a Lecco
Uno dei murales

Se avete in programma di scoprire le bellezze del lago di Como e di Lecco potete dare uno sguardo al seguente link:
Lake Como – A world within a world – Sito Ufficiale del Lago di Como – Italia

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